Al Qaeda ha diffuso un video di minacce indirizzato all’Italia e alle altre potenze occidentali accusate di impedire ai musulmani l’applicazione della sharia, la legge sacra islamica, nei loro territori. Il documento è stato inviato all’agenzia mauritana al-Akhbar che ha deciso di diffonderne il contenuto. Nel filmato gli italiani vengono aggrediti in quanto invasori della Libia da Abu Ubaydah Yusuf al-Anabi, il numero due della cellula terroristica del Maghreb.

I terroristi di Al Qaeda spiegano che gli italiani verranno puniti, umiliati e sottomessi per spingerli a pentirsi amaramente di aver occupato la Libia:

Vi morderete le mani pentendovi di essere entrati nella terra di Omar al-Mukhtar.

Il riferimento è al leader della guerriglia anticoloniale contro l’invasione italiana avvenuta negli anni Venti, celebrato come un eroe dalla popolazione libica. I terroristi lanciano accuse pesanti a un generale italiano la cui identità non viene però specificata. Secondo al-Anabi quest’uomo sarebbe stato messo a capo di un governo fantoccio in Libia per difendere gli interessi dello Stato italiano. Un’operazione che per Al Qaeda sarebbe avvenuta grazie alla complicità di alcuni libici che avrebbero tradito la loro religione e la Patria svendendosi agli invasori.

Al Qaeda: generale italiano usurpa risorse libiche

Il generale italiano viene accusato di aver umiliato i suoi uomini, usurpato le risorse libiche e violato i luoghi sacri dei musulmani.  al-Anabi spiega che anche in Iraq si verificò una situazione simile dopo l’invasione degli USA, citando i diplomatici americani Paul Bremer e Donald Rumsfeld messi a capo del governo di transizione da Bush.

al-Anabi lancia poi un appello al popolo libico invitandolo a combattere contro gli invasori e a sventare il complotto in atto, non consegnando agli italiani, indicati come i nipoti del generale Rodolfo Graziani, i territori musulmani frutto di dure conquiste.  Il leader dei terroristi annuncia una resistenza fino all’ultimo sangue:

 Siamo un popolo che non si arrende, o vinciamo o moriamo.

L’esponente di Al Qaeda passa poi ad attaccare l’intero mondo occidentale. Secondo al-Anabi gli occidentali non hanno gradito le rivoluzioni arabe e hanno cercato di riprendere il controllo dei territori e dei pozzi petroliferi procedendo a nuove invasioni spacciate per crociate contro i terroristi. al-Anabi sostiene che chiunque non accetti di buon grado l’egemonia occidentale viene accusato di terrorismo.