Ieri sera a Milano, mentre il Festival di Sanremo cercava di funzionare e gli innamorati festeggiavano i loro sentimenti, andava in scena la prima dell’Aida al Teatro alla Scala.

La tragedia d’amore (verso il proprio compagno e la propria patria) rappresentata è stata l’Aida affidata a Franco Zeffirelli, già regista di numerose edizioni di quest’opera che lo ha accompagnato nel corso della sua grande carriera artistica.

Quella del 2012 è, però, in realtà, l’Aida del 1963, sono infatti stati utilizzati i costumi e la scenografia della grande Lila De Nobili che, in quell’anno, decretarono un grande successo per l’opera verdiana, la cui “prima” ebbe luogo al Teatro dell’Opera del Cairo, il 24 dicembre 1871.

Ieri sera, però, i consensi non sono stati moltissimi, durante e a fine spettacolo si sono susseguiti vari “buuuuu” e “vergogna” nei confronti del direttore d’orchestra Omer Meir Wellber. Inizialmente le critiche erano piovute contro i musicisti che però si sono difesi per voce di un professore d’orchestra che ha chiarito la situazione spiegando come l’orchestra stessa abbia dovuto rimediare da sola ad alcune imprecisioni di cantanti e maestro.

Altre critiche erano già partite nei giorni scorsi da parte della Lav, l’associazione che ogni giorno lotta per garantire agli animali un futuro migliore, lontano dalla mano prepotente dell’uomo, che non ha apprezzato, meglio ancora ha contestato, la presenza di due magnifici cavalli sul palco durante il secondo atto.

Le richieste avanzate dall’associazione, che pretendeva di vietare l’utilizzo dei cavalli, non sono però state prese in considerazione dalla produzione dello spettacolo, che ha quindi deciso di procedere secondo quanto programmato.

C’è da dire che la comparsata di un paio di secondi di questi cavalli non sembrerebbe essere poi fondamentale, certo è che “ha fatto scena”, e ai giorni nostri, si sa, l’apparenza conta tanto, troppo.

La pensavano così anche le molte, anzi moltissime, donne, più e meno giovani, che si sono presentate alla prima con le loro lucide pellicce: c’è infatti chi, nel 2012, trova ancora elegante ricoprirsi con i resti di un animale.

Considerando il tutto, la prima dell’Aida di Zeffirelli del 2012 non ha nulla a che vedere con i 13 minuti di applausi che hanno celebrato il regista nel 2006.

Chissà cosa accadrà nelle prossime serate.