UPDATE: Michela Macaluso ha fatto richiesta alla Procura di Roma di effettuare un’autopsia sul cadavere dello scrittore per accertare le cause della morte. Secondo la donna, infatti, nella clinica romana non venivano somministrate al compagno le terapie adeguate nonostante una retta giornaliera altissima, “circa tremila euro”. Nell’inchiesta della Procura, affidata al pm Elena Neri del pool delle colpe professionali coordinato dall’aggiunto Leonardo Frisani, non appaiono indagati. Gli accertamenti sono stati affidati al Nas dei Carabinieri. Michela Macaluso non essendo sposata con Bevilacqua non poteva legalmente pretendere il trasferimento dello stesso in altra struttura, per questo si è rivolta all’autorità giudiziaria. La procura ha accettato la richiesta di effettuare l’autopsia.

Si è spento questa mattina, all’età di 79 anni, Alberto Bevilacqua, scrittore, regista e sceneggiatore italiano, nonché  poeta e giornalista. Ricoverato da diversi mesi nella clinica privata Villa Mafalda (Roma) è morto intorno alle 10.10 per un arresto cardiocircolatorio.

Colpito lo scorso ottobre ottobre 2012 da uno scompenso cardiaco, l’artista parmense era stato ricoverato a gennaio per l’aggravarsi della sua situazione a gennaio presso la clinica privata Villa Mafalda di Roma per l’aggravarsi di uno scompenso cardiaco da cui era stato colpito l’ottobre precedente. Le condizioni, apparse subito preoccupanti a causa di una presunta infezione contratta alle vie respiratorie, si sono poi stabilizzate. Nonostante ciò, la sua compagna Michela Miti aveva denunciato la clinica in cui era ricoverato lo scrittore, presentando un esposto alla Procura di Roma in quanto, secondo la donna, sarebbe stato trattato come ostaggio della struttura, che non l’avrebbe voluto far trasferire in un ospedale pubblico. Il giorno seguente, il Pm della procura romana ha aperto un fascicolo d’inchiesta nei confronti della clinica Villa Mafalda.

Nei primi anni Cinquanta Bevilacqua iniziò a pubblicare i suoi scritti su invito di Mario Colombi Guidotti, responsabile del supplemento letterario della Gazzetta di Parma. La sua prima raccolta di racconti, La polvere sull’erba, (1955), ebbe l’apprezzamento di Leonardo Sciascia.

Nel 1961 pubblicò la raccolta di poesie L’amicizia perduta. Il suo primo successo editoriale fu il romanzo La califfa (1964). Il romanzo seguente, Questa specie d’amore, vinse il Premio Campiello (1966). Di entrambi i romanzi Bevilacqua stesso curerà poi la trasposizione cinematografica, vincendo con Questa specie d’amore il David di Donatello per il miglior film. Il 10 marzo 1995 viene chiamato a comparire in sede processuale nell’ambito del processo contro Pietro Pacciani per i delitti del Mostro di Firenze, in quanto persona offesa dal reato di calunnia. Nel 2010 la collana “I Meridiani” gli dedica un volume.

La camera ardente sarà allestita nella stessa clinica, ma decideranno i familiari se renderla aperta al pubblico o meno. Cosi’ come sono ancora da decidere luogo e data dei funerali.