Continuano ad arrivare notizie desolanti da Aleppo: secondo un rapporto di Unicef Italia sarebbero infatti oltre 4000 i bambini intrappolati nella città in cui si sta svolgendo in questi giorni una delle fasi più cruente della guerra civile siriana.

La Croce Rossa ha notificato l’avvenuto esodo di più di 30mila persone, le quali sono riuscite a lasciare Aleppo in tempo per mettersi in salvo, ma per molte altre le probabilità di sopravvivenza si fanno sempre più esigue, anche perché le operazioni di evacuazioni sono state rallentate dalla neve caduta in queste ore e dalla persistenza del maltempo, che sta mettendo a dura prova le capacità delle circa 300 automobili impiegate.

Andrea Iacomini, portavoce di Unicef Italia, ha riferito in occasione del lancio della campagna social AleppoDay che i 4mila bambini “sono in quel che resta della città, molti sono orfani e senza famiglia, hanno bisogno di aiuto immediato”.

Con la tregua stipulata tra le due parti del conflitto orma infranta quella che si rischia è una vera ecatombe, come spiega Iacomini: “Notizie non confermate riportano anche di bambini e civili morti sui bus a causa del sovraffollamento: un fatto orribile. Occorre vigilare perché certi fatti, se confermati, non si verifichino, sarebbe paradossale, disumano”.

E per coloro che sono rimasti ad Aleppo Est è stata riscontrata la carenza di medicine, acqua e fonti di riscaldamento, con case e strutture ospedaliere sventate dalle bombe o ridotte in rovina.”

Nel frattempo il conflitto si è esteso anche al di fuori di Aleppo, dove a circa 40 km dalla città i militari turchi e l’esercito libero siriano combattono contro soldati dell’Isis. Secondo i report di Ankara, che sta affrontando la morte dell’ambasciatore russo colpito da un terrorista facente parte delle brigate Al Nusra legate ad Al Qaeda, sarebbero stati oltre 130 i jihadisti uccisi nelle operazioni.