Il ministro dell’Interno, Angelino Alfano , è nell’occhio del ciclone dopo la frase pronunciata ieri a Caserta, al termine del Comitato nazionale per l’ordine pubblico e la sicurezza: “Non accetteremo che un immigrato prenda il posto di lavoro di un italiano”. Tante le reazioni, praticamente tutte negative. Se il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, cerca di andarci soft: “Non  credo che il problema possa essere impostato dicendo ‘o noi i loro’, noi abbiamo bisogno di fare in modo che cresca il lavoro, crescano lo sviluppo e l’occupazione”, non fa altrettanto Sinistra ecologia e libertà. 

I senatori Loredana De Petris, Giovanni Barozzino, Massimo Cervellini, Peppe De Cristofaro, Alessia Petraglia, Dario Stefano e Luciano Uras hanno presentato un’interrogazione in Parlamento: “Non sappiamo se le affermazioni del ministro dell’Interno Angelino Alfano siano più stupide o razziste. Dire che un migrante non può prendere il lavoro a un solo italiano è il sintomo di una politica becera, che alza i toni solo per fare facile propaganda in un momento di estrema difficoltà economica”.

Gli esponenti di Sel chiedono l’intervento diretto del premier: Renzi smentisca al più presto le parole del ministro Alfano, che fanno un’impronta chiaramente xenofoba e razzista al suo governo”. La riunione alla prefettura di Caserta ha fatto seguito alla richiesta dei sindaci della zona, dopo la rivolta degli immigrati, scoppiata il 13 e il 14 luglio scorsi, e dopo l’incontro al Viminale.

Alfano nell’occasione ha detto ancora: “Il contrasto dell’immigrazione clandestina è una priorità del Governo e l’Italia deve evitare la ripetizione di quanto accaduto a Castel Volturno, dove lo squilibrio nel rapporto tra Comunità di residenti e immigrati ha prodotto la rottura”. Dal ministro è arrivata la conferma dei rinforzi (80 agenti) del Casertano e la richiesta ai vertici delle forze dell’ordine di verificare la disponibilità per assegnare altri uomini e mezzi. No, invece, all’utilizzo dell’esercito.