C’è ancora speranza per il piccolo Alfie, il bimbo di 23 mesi, affetto da una rara malattia che ha spinto i giudici a disporre il distacco delle macchine. I genitori non perdono le speranze e per questo motivo hanno deciso di incontrare i medici dell’Alder Hey Hospital di Liverpool per discutere del ritorno a casa dal piccolo. La Corte d’Appello di Londra, intanto, ha detto no al trasferimento in Italia: il nostro Paese gli aveva concesso la cittadinanza italiana.

Alfie continua a respirare nel terzo giorno di distacco dalla ventilazione assistita permanente “senza che le sue condizioni siano peggiorate”: 

Ci è stato rifiutato di andare in Italia, purtroppo. Noi ora cominciamo a chiedere di portarlo a casa – queste le parole del padre che poi ha proseguito – Alfie non ha più bisogno di terapie intensive, ormai. È steso nel lettino con un litro di ossigeno che gli entra nei polmoni (dalle bombole portatili) e per il resto respira da sé. Alcuni dicono che sia un miracolo, ma non è un miracolo, è stata una diagnosi sbagliata. Tutto ciò che chiediamo ai medici è che questo incontro sia positivo e che Alfie possa tornare a casa entro un giorno o due. Se poi l’incontro non andrà bene, torneremo in tribunale [...] Io resto seduto accanto al letto di Alfie ogni secondo di ogni giorno. Non soffre e non prova dolore e questo mi incoraggia sempre di più: spero che possa vivere per un numero X di mesi, magari di anni.

Il piccolo – sempre secondo il papà – “sta ancora lottando” e appare “tranquillo e contento”.