Ali Agca, l’attentatore di Giovanni Paolo II torna a parlare sul caso Emanuela Orlandi, lo aveva già fatto tempo fa in una intervista a Quarto Grado sostenendo che la ragazza scomparsa nel 1983 fosse ancora viva. Oggi in una intervista all’Ansa l’ex lupo grigio conferma la sua tesi e rilancia accusando Papa Francesco nonché il Vaticano di tacere sulla vicenda.

Il Vaticano sa tutto ma nega tutto – dichiara – sarà difficile che Emanuela possa riemergere da sola, ed è difficile che il Vaticano possa consegnarla alla sua famiglia. Questo mistero continuerà per molti anni: anche Papa Francesco non parla, perché suoi consiglieri gli dicono di non parlare. Emanuela è viva: probabilmente è in qualche convento, e sarà diventata suora. Ma è viva”.

Dunque Agca non solo sostiene che la Orlandi sia viva ma anche che venga tenuta segregata dal Vaticano.

Un consigliere di Ratzinger ha detto a Bergoglio di non parlare mai del caso Orlandi, perché in Vaticano si teme che possa venir fuori qualcosa in grado di danneggiare l’ambiente. -continua Agca- Se il Vaticano fosse totalmente innocente, non dovrebbe tacere tanto, e dovrebbe rivelare quello che sa: invece dice che non c’entra niente. Non è vero: Emanuela è nascosta in qualche posto, da un’organizzazione controllata dal Vaticano. Non c’è nessuna malattia genetica nella sua famiglia, e non c’è nessun motivo per ucciderla. Inoltre, in un documento si diceva letteralmente a Ratzinger di non parlare mai del caso Orlandi: non è molto strano? E’ un fatto che porta molti sospetti verso il Vaticano”.

Sul fatto che la vicenda della scomparsa di Emanuela Orlandi sia collegata in qualche modo con la Santa Sede e che in Vaticano qualcuno sappia la verità è fuor di dubbio ma in ogni caso le dichiarazioni di Alì Agca vanno sempre e comunque prese con le dovute cautele.

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