Prima conferenza stampa della seconda reincarnazione dell’Alitalia – la nuova società si chiama Reinventing Alitalia. All’hotel St. Regis di Roma, il neo-presidente Luca Cordero di Montezemolo, ha annunciato che, come da programmi, la società intende ritornare all’utile nel 2017 – secondo il neo-amministratore delegato Silvano Cassano l’obiettivo per l’anno sarebbe di 100 milioni. E ha aggiuto “La cosa più importante è che l’azienda per essere competitiva deve creare lavoro e ricchezza indipendentemente da banche e da altri sostegni. Sono obiettivi ambiziosi e sfidanti, ma oggi dopo momenti drammatici guardiamo al futuro con fiducia e ottimismo“.

Fiducia che nasce dal progetto di aumentare le rotte coperte oltre a rafforzare l’esistente. Aumenteranno da 87 a 113 i voli settimanali da Roma. Stessa storia per le rotte a lungo raggio da Milano – che passeranno da 1 a 25 entro la metà del 2018.

All’incontro con la stampa non potevano non partecipare i vertici di Etihad, nuovo partner forte dell’azienda, con il suo 49% in Alitalia. Per James Hogan “questa è l’ultima possibilità di salvare Alitalia. Oggi l’azienda va male perchè è stata gestita fino ad ora come una società pubblica e ora serve un cambiamento radicale ed un modo di lavorare per abbassare i costi e aumentare la produttività“. Per il Ceo di Etihad, l’investimento della sua compagnia è “di lungo termine” e non “mordi e fuggi“.

Gli obiettivi per il manager sono chiari: “Non ci saremmo mai avventurati in un’operazione del genere, senza avere l’obiettivo principale della redditività”. Etihad non è una banca e “negli Emirati non esistono sovvenzioni a fondo perduto, abbiamo l’obiettivo di un ritorno dell’investimento. Abbiamo il 49% della nuova Alitalia con un investimento di 560 milioni in un pacchetto glolbale di 1,76 miliardi con gli altri soci“.