É schiacciante la vittoria del no: i dati parlano di 6.816 “no” contro 3.206 “sì”. I dipendenti Alitalia, dunque, hanno respinto il piano di salvataggio che avrebbe richiesto sacrifici al personale della compagnia aerea italiana. I seggi si sono chiusi alle 16 con un’affluenza altissima, intorno al 90%, soprattutto a Roma e Milano.

Alitalia, il Governo esclude intervento di Stato

Alla luce di questo risultato, il Governo – che ha escluso l’ennesimo intervento statale per salvare Alitalia - ha deciso di riunirsi con urgenza: il Premier Paolo Gentiloni, infatti, ha convocato il Ministro per le Infrastrutture Graziano Delrio, il Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda e il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti. “Tra sei mesi si saprà se Alitalia verrà venduta o si procederà con la liquidazione. La cosa più plausibile è che si vada verso un breve periodo di amministrazione straordinaria che si potrà concludere nel giro di sei mesi o con un vendita parziale o totale degli asset di Alitalia oppure con la liquidazione”, queste le parole del Ministro per lo Sviluppo economico Calenda. “Negozieremo con l’Ue un aiuto pubblico sotto forma di prestito” ha aggiunto.

Poletti: “Alitalia è un’azienda privata”

“Esclusa la nazionalizzazione di Alitalia. Quello che potevamo fare, abbiamo cercato di farlo ottenendo il miglior risultato possibile in questa fase. Alitalia è un’azienda privata, ora dobbiamo aspettare la decisione degli azionisti, poi siamo pronti ad applicare la legge” ha dichiarato il Ministro del Lavoro Poletti.