Nella notte di ieri è stato firmato un pre-accordo tra la dirigenza di Alitalia e i sindacati, che chiedono una soluzione alla situazione di crisi da pre-fallimento, con conseguente previsione di tagli al personale e riduzione degli stipendi.

Nel documento siglato gli esuberi passerebbero da 2037 a 1700, con tagli dei contratti a tempo determinato che dai 1338 previsti passerebbero a 980; andrebbero invece verso il mancato rinnovato quasi 600 determinati e 140 dipendenti impiegati nelle sede estere. Anche i tagli del costo del lavoro (che avevano portato allo sciopero del 5  aprile)vedrebbero un sensibile calo, dal 30% preventivato all’8%.

Il ministro dello Sviluppo Carlo Calenda ha definito “positivo” il preaccordo in quanto verrebbero evitati costi diretti sullo Stato di oltre un miliardo di euro: una volta approvato anche l’accordo tramite referendum interno, condizione affinché le banche possano immettere risorse, “lo Stato italiano attraverso Invitalia potrà dare una garanzia se le cose dovessero andare male nel 2018: l’obiettivo del governo è mettere meno soldi possibili. Ci sono soci disposti a mettere quasi 2 miliardi di euro. Da un lato Alitalia avrà una struttura di costo-lavoro e di contratto che la renderà più competitiva, dall’altro abbiamo cercato di evitare esternalizzazioni, che in alcuni casi sono sbagliate, mettendo più risorse su medio e lungo raggio”.

Per la crescita di Alitalia è stato stimato che saranno necessari 14 nuovi aerei su lungo raggio, ma sono i tagli a preoccupare i lavoratori. Sono previsti scatti di anzianità triennali, con il primo nel 2020, un tetto di incremento retributivo in caso di promozione pari al 25%, l’applicazione ai neoassunti dei livelli retributivi Cityliner – il vettore del breve raggio – indipendentemente dall’aeromobile d’impiego.

Sul versante del personale navigante è invece previsto il taglio di un assistente di volo negli equipaggi a lungo raggio, la riduzione dei turni di riposo annuali, da 120 a 108 con minimo garantito di 7 al mese, più esodi incentivati da buonuscita per piloti ed assistenti di volo.

A fare eco alle parole di Calenda ci sono però le affermazioni di Graziano Delrio, alle Infrastrutture e Trasporti: “Siamo soddisfatti perché abbiamo ottenuto più aeromobili, meno esuberi e di tenere le attività di manutenzione all’interno dell’Alitalia: crediamo di aver ridotto al minimo il taglio dei salari. Abbiamo fatto il massimo sforzo possibile per avvicinare le parti”.