La febbre aviaria è un virus influenzale che colpisce diversi tipi di volatili e può trasmettersi all’uomo. A partire dal 1996 diverse epidemie di aviaria hanno colpito in tutto il mondo coinvolgendo 150 milioni di volatili. Negli anni sono state contagiate anche 300 persone e tra loro ne sono morte oltre 200.

Ci sono stati diversi focolai del virus anche in Italia – in Veneto, Lombardia ed Emilia -, coinvolgendo più di 15 milioni di animali e causando perdite per 10 milioni di euro per gli abbattimenti di animali e i vincoli alla loro movimentazione. L’aviaria ora torna a farsi sentire nel sudovest della Francia: ha ucciso infatti 22 di 32 polli tenuti in un cortile da una famiglia a Biras nel Perigord. L’allarme influenza ha già portato 8 Paesi – ovvero Giappone, Marocco, Corea del Sud, Cina, Thailandia, Egitto, Algeria e Tunisia – a bloccare l’importazione di polli dalla Francia. Il ministero della Salute italiano fa sapere che “non c’è alcun motivo di allarme” per l’Italia, né si ravvisano rischi per la produzione avicola nazionale o per i consumatori.

Altre assicurazioni giungono anche dalla Coldiretti che sottolinea come la filiera del pollame italiano sia “un sistema integrato e completamente autosufficiente, in grado di produrre più di quanto consuma con una percentuale di auto-approvvigionamento di circa il 106%“. E’ il primo focolaio che ha colpito la Francia dal 2007 – che resta comunque il più grande produttore avicolo in Europa.

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