L’allarme bomba a Los Angeles che ha provocato la chiusura di tutte le scuole della zona (circa 900) è ormai stato rubricato come una bufala. A contribuire all’evaporazione della minaccia anche l’atteggiamento della polizia di New York, città che aveva ricevuto la stessa email dai connotati terroristici: le autorità locali hanno infatti trattato il messaggio come un ovvio inganno.

Come si è poi venuto a sapere dalle parole dalle parole del deputato Brad Sherman, la lettera è stata inviata da qualcuno che si è definito come un musulmano molto religioso che dopo essere stato vittima di bullismo negli anni di frequentazioni delle scuole di Los Angeles avrebbe deciso di vendicarsi insieme ad altri amici jihadisti (32 per la precisione): l’attacco promesso avrebbe previsto l’utilizzo di gas nervino, bombe e fucili.

La pronta reazione dell’amministrazione di Los Angeles ha dimostrato sia l’atmosfera tesa che si respira negli Stati Uniti dopo la strage di San Bernardino, ma anche l’efficienza delle misure di sicurezza approntate in pochissime ore e grazie alle quali sono stati evacuati e ispezionati 900 istituti.

Nel pomeriggio, dopo l’operazione di prevenzione della polizia, il presidente del personale scolastico Steve Zimmer aveva dichiarato che le scuole erano state giudicate sicure e che le lezioni sarebbero riprese da oggi. Il sindaco di Los Angeles Eric Garcetti e il capo della polizia Charlie Beck hanno dovuto difendersi dalle critiche riguardanti il procurato allarme rivelatosi poi infondato. Beck in una conferenza stampa ha affermato di ritenere “irresponsabile criticare la decisione in questo momento. La California del Sud ha passato momenti molto critici nelle scorse settimane. Dovremmo mettere a repentaglio la vita dei nostri bambini?

Dall’altro lato del Paese la polizia di New York ha però deciso di tenere aperte le scuole, ritenendo il messaggio una bufala amatoriale che si rifaceva a una famosa serie tv.

Uno dei vertici delle forze dell’ordine della Grande Mela, William J. Bretton, con un passato come capo della polizia di LA, è stato molto critico, affermando quanto segue nel momento in cui è stata svelata la minaccia: “Non si tratta di un messaggio credibile, qualcosa da temere. Piuttosto ci preoccupa una possibile reazione esagerata. Saremo all’erta, ma a tutti i costi non vogliamo abboccare all’amo di quelle che probabilmente saranno una serie di iniziative di imitatori.