Oggi all’aeroporto di Manila, capitale delle Filippine, si sono vissuti attimi di terrore. Su un aereo di una compagnia saudita proveniente dall’aeroporto di Gedda, in Arabia Saudita, è scattato l’allarme previsto in caso di dirottamento. Come avviene da prassi in questi casi il velivolo della compagnia Saudia Airlines è stato immediatamente isolato subito dopo aver toccato terra. L’atterraggio è avvenuto alle 3 del pomeriggio ora locale.

Stando a una prima ricostruzione dell’episodio fatta dalle autorità locali l’allarme sarebbe scattato circa 20 minuti prima dell’ora prevista per l’atterraggio del velivolo con a bordo 410 passeggeri e 21 membri dell’equipaggio. Il volo coinvolto è l’SVA 872. Le autorità aeroportuali hanno fatto scattare subito le procedure d’emergenza, sgombrando l’area della pista in cui era previsto l’atterraggio del mezzo per poter intervenire facilmente e mettere in salvo passeggeri ed equipaggio.

La procedura inoltre serve a circoscrivere i danni in caso di attentato. Il Boeing 777 è stato fatto atterrare dai controllori di volo in un’area deserta dell’aeroporto internazionale Ninoy Aquino. Fortunatamente non è stato necessario alcun intervento delle forze antiterrorismo. Il pilota, una volta compreso il clamoroso equivoco creato, ha infatti subito chiarito di aver premuto accidentalmente il pulsante che fa scattare l’allarme dirottamento dell’aereo.

La conferma del falso allarme è arrivata in una nota ufficiale emessa dalla stessa compagnia saudita Saudia Airlines. Ad allarmare le autorità filippine è stato il fatto che il pulsante sia stato premuto non una sola volta ma ripetutamente. Le autorità hanno preso l’allarme molto sul serio perché la tratta tra le Filippine e l’Arabia Saudita in questo periodo è strettamente monitorata per il rischio di attentati. Migliaia di musulmani stanno infatti viaggiando da e per le città arabe di Mecca e Medina per il consueto pellegrinaggio. L’allerta resta alta nel Paese anche a causa della rivolta del gruppo affiliato all’ISIS Abu Sayyaf e della guerra ai cartelli della droga ingaggiata dal presidente Rodrigo Duterte.