Allarme caldo e allarme siccità in Italia ma anche in altre zone dell’Europa. Per quanto riguarda il nostro Paese, il pericolo concreto che la siccità possa causare non pochi problemi è dovuto soprattutto al fatto che l’inverno trascorso è stato avaro di piogge ma anche di neve. E adesso, a causa della mancanza di acque abbondanti, rischia di essere una vera e propria catastrofe per l’agricoltura, l’allevamento e per la vita di tutti i giorni dei cittadini. La soluzione principali per affrontare l’allerta siccità dovrebbe essere infatti quella di interrompere l’erogazione dell’acqua in alcune fasce orarie (preferibilmente per quella notturna) oppure di diminuire la pressione diurna.

E mentre lo spettro dell’allerta siccità si fa sempre più drammaticamente concreto, il Governo ha già proceduto con la dichiarazione dello stato di emergenza nelle province di Parma e di Piacenza. Se le condizioni climatiche dovessero continuare a prevedere temperature bollenti e scarsità di pioggia, non è escluso che lo stato di emergenza possa essere esteso ad altre province e ad altre regioni italiane.

Tra le zone in cui si corrono rischi maggiori, al momento, ci sono la Sardegna, il Veneto, la Sicilia e il Friuli Venezia Giulia. Tra gli aspetti che destano maggiori preoccupazioni sicuramente il pericolo incendi – in una stagione in cui il pericolo è davvero molto alto – e la possibilità che non si possa essere adeguatamente forniti di acqua per spegnerli.