Scattano oggi le varie misure inerenti al blocco del traffico prese da Milano, Roma e vari comuni della Lombardia per contrastare l’allarme smog.

Non sono solo i sindaci a essersi attivati, ma anche il governo, dato che Gian Luca Galletti, ministro dell’Ambiente, ha indetto per il 30 dicembre una riunione straordinaria cui sono stati invitati i sindaci delle grandi città, i presidenti delle Regioni e il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio: l’obiettivo è quello di coordinare insieme nuove misure da prendere per abbassare i livelli di inquinamento.

Un’iniziativa che Beppe Grillo trova tardiva e inadeguata, come si può intuire leggendo gli ultimi post del leader del Movimento 5 Stelle sul suo blog nel quale snocciola dati statistici: “Il 2015 si chiuderà secondo l’ISTAT con 68.000 morti in più rispetto al 2014: 666mila contro 598mila, l’11% in più. Come ai tempi delle grandi guerre. Le città italiane non sono state bombardate dalle potenze straniere, ma vivono sotto l’assedio di nemici silenziosi. Lo smog sta rendendo le città italiane sempre più simili a Pechino.”

Il futuro-presente che il comico-politico descrive è poco meno che apocalittico: “A Milano (dopo che Pisapippa ha distrutto 573 alberi secolari che davano ossigeno) da domani per tre giorni la circolazione delle auto sarà vietata, poi si tornerà alla “normalità” e presto sarà vietata la circolazione delle persone, come in Cina appunto. Nel frattempo l’inquinamento ci avvelena, avvelenano i fumi dell’ILVA, avvelena la diossina che fuoriesce dagli inceneritori e che finisce dentro il nostro cibo, avvelena l’acqua che beviamo che scorre in tubature d’amianto. Giovani o vecchi, ci si ammala sempre di più e non ci sono i soldi per le cure nè per le medicine, con la crisi i soldi è meglio usarli per mangiare (alimenti probabilmente contaminati). Si stringono i denti e si tira avanti, ma per poco.

In un altro post della vigilia di Natale apparso sul blog di Grillo si leggeva l’accusa contro il lassismo del Pd rispetto alla lotta contro l’inquinamento, anche in contrasto con le direttive europee: “Il Consiglio europeo dei Ministri dell’Ambiente ha annacquato la revisione della direttiva sulle emissioni inquinanti approvata dal Parlamento europeo lo scorso 28 ottobre. La maggioranza qualificata di 24 Paesi membri (Italia a favore, ma il Ministro all’Inquinamento Galletti era assente) ha abbassato i nuovi limiti nazionali delle emissioni inquinanti dal 2020 fino al 2030. Si indebolisce la lotta a anidride solforosa (SO2), ossido di azoto (NOX), micropolveri sottili (Pm 2.5), composti organici volatili non metanici (COVNM), ammoniaca (NH3) e metano (CH4). Siamo nelle mani di veri e propri inquinatori seriali. Il Parlamento europeo aveva approvato un piano per ridurre del 52% il numero delle vittime dello smog. Il Consiglio europeo è sceso al 48%. Dietro queste percentuali ci sono migliaia di vite umane in gioco. L’abbassamento degli obiettivi equivale a 17.200 morti per smog in più all’anno, 17.200 vite umane che si rinuncia a salvare (ogni punto percentuale equivale a 4.300 morti).”

Dal canto suo il Ministro alle Infrastrutture e ai Trasporti Graziano Delrio ha promesso che nella nuova legge di Stabilità ci saranno nuovi strumenti per abbassare le emissioni provocate dai mezzi di trasporto privato e dal riscaldamento delle abitazioni, perfettamente in linea con quanto stabilito da Cop 21: “Nell’edilizia, le riqualificazioni energetiche, con detrazioni al 65%, riguardano infatti non solo le abitazioni private, ma l’edilizia residenziale pubblica e i condomini, dove saranno possibili detrazioni per gli spazi comuni, quali cappotti e tetti, per innalzarne la qualità energetica, anche attraverso il coinvolgimento di Esco, Energy saving companies”.