Con il termine allegoria (dal greco ‘allēgoría’, letteralmente ‘parlare d’ altro’) si indica la particolare figura retorica per mezzo della quale si parla di un concetto o un fatto con simboli e immagini che rimandano ad una realtà diversa da quella espressa letteralmente. L’ allegoria è dunque quella figura retorica che esprime un concetto in altro modo (simboli), per cui qualcosa di astratto viene reso attraverso un’ immagine concreta. A differenza della metafora (es: “le spighe ondeggiano”), che pur implica un trasferimento di significato, l’ allegoria richiede tuttavia un’ interpretazione razionale di ciò che sottintende: il significato profondo non traspare in maniera intuitiva e immediata, ma necessita di un’ elaborazione intellettuale da parte del lettore (Es. il viaggio allegorico di Dante descritto nella Divina Commedia).  D’ altro canto, è l’ etimologia stessa della parola a suggerirci la necessità di leggere tra le righe, lasciando sottintendere qualcosa che non è espressamente indicato in un contesto determinato; un significato riposto, diverso da quello letterale.

Così, quando all’ inizio della Divina Commedia, troviamo il Poeta smarrito nella selva oscura ed assistiamo al suo incontra con le fiere, ecco che siamo di fronte ad allegorie: la selva oscura è il luogo simbolico che rappresenta il peccato in cui ogni uomo può perdersi nel suo cammino, mentre il leone rappresenta l’ aggressività e la superbia, la lupa l’ avarizia e la cupidigia e la lonza (lince) la lussuria.

L’ uso dell’ allegoria non si esaurisce tuttavia nel linguaggio, bensì, per estensione, è applicabile anche alle arti figurative, dalla pittura alla scultura. Ne sono esempi La Primavera di Sandro Botticelli, l’ Allegoria Sacra di Giovanni Bellini, l’ Allegoria della prudenza di Tiziano,  I quattro continenti di Rubens, la Nike di Samotracia di Pitocrito e l’ Allegoria della Pittura di Jan Vermeer. Si definisce, di conseguena, ‘opera allegorica’ un quadro o una statua che raffigura un’ idea astratta.