Carrara è finita di nuovo sott’acqua, com’era capitato già nel 2012. Tutta colpa del torrente Carrione che ha rotto cento metri di argini. Ci sono stati momenti di terrore, con famiglie costrette a rifugiarsi sui tetti delle loro case fino all’alba. Per fortuna come racconta il sindaco Angelo Zubbani “Non ci sono né morti né feriti, i dispersi sono stati rintracciati e stanno bene”.

L’emergenza riguarda tutto l’area che va da Carrara fino al mare lungo il tratto finale dell’argine Carrione. Secondo la protezione civile gli sfollati sarebbero meno di un centinaio, ma ci sono 1.600 persone con case alluvionate – ed altre 7.000 case sono senza elettricità. Sui numeri non sembra esserci molta chiarezza, e comunque per l’occasione è stato allestito un centro di accoglienza nella zona di CarraraFiere con 250 posti letto.

Cosa è successo? La denuncia del sindaco di Carrara Angelo Zubbani è chiara: “Si sono rotti gli argini per circa 100 metri in un tratto in cui i lavori erano stati eseguiti dopo l’alluvione del 2003″. Vista la premessa è chiara anche la conclusione “Voglio vederci chiaro in questa storia, i lavori erano stati finanziati dalla Regione e in quel tratto erano competenza della Provincia, mentre il Comune doveva ricostruire gli attraversamenti stradali”. 

A Carrara è arrivato anche il presidente della Regione Enrico Rossi, che ha spiegato come la regione abbia “speso 30 milioni di euro per opere che sono state fatte”. Il governatore sembra dare una spiegazione diversa dell’esondazione. Stavolta sarebbero saltati “gli argini a valle della ferrovia, dove non sembravano esserci problemi di questo tipo”.

Non dà colpe a nessuno, si limita a dire che “continueremo a lavorare e spendere quanto prima. Questa zona è stata davvero martoriata e episodi che avevano candenza trentennale oggi sono biennali”. La situazione intanto resta pesante visto che il maltempo dovrebbe continuare a martoriare la città fino a domani.
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