“Martedì andremo là a spalare, anche perché i nostri parlamentari sono abituati a spalare merda in Parlamento. Che sia merda in Parlamento o fango a Genova non fa differenza. Domani non si può perché hanno dato Allerta 2, vuol dire che non è più il caso”, Beppe Grillo ha chiuso così la tre giorni al Circo Massimo con parole d’affetto per la sua Genova travolta dall’ennesima alluvione che ha distrutto tutto.

Il leader del Movimento 5 Stelle nei giorni scorsi aveva invocato l’esercito per fermare il premier Renzi, “Voglio che l’esercito italiano arrivi lì al casello di Genova prima di Renzi. Lo voglio lì e che cerchi di dare una mano” e sul mancato allarme alla popolazione ligure, “Ci spiegano che la colpa non è loro ma del Tar… Questa gente va fermata con l’Esercito“.

Una promessa per la città ligure e parole di rabbia contro il Pd definito “una peste rossa che sta sommergendo l’Italia”, Pd che fa parte delle giunte di centrosinistra che hanno governato negli ultimi anni e che per il leader pentastellato sono le prime responsabili della tragedia. “Domani con i parlamentari M5S, mi hanno detto quasi tutti di sì, andremo a Genova“, ha annunciato Grillo che ha anche chiesto le dimissioni del Sindaco del capoluogo ligure Marco Doria.

Non si è fatta attendere la risposta del presidente del Consiglio Matteo Renzi subito dopo su facebook (CLICCA QUA).