L’alluvione che ha colpito Genova il 9 e il 10 ottobre, in cui un uomo ha perso la vita, presenta ai cittadini lo stesso scenario di tre anni fa: auto accatastate, fango dappertutto, strade e abitazioni allagate. Centinaia di persone sono al lavoro fin dalle prime ore della mattinata di venerdì 10 ottobre per cercare di riportare la situazione ad una parvenza di normalità e su twitter in tempo reale si impreca sul solito mancato allarme che non c’è stato. Il Comune ha fatto sapere che chiunque voglia aggiungersi ai volontari deve rivolgersi ai rispettivi municipi, che sono i seguenti: Bassa Valbisagno (piazza Manzoni 1), Media Valbisagno (piazza dell’Olmo 3), Centro Est (via Garibaldi 9), Medio Levante (via Mascherpa 34 rosso) e Levante (via Pinasco 7).

Tuttavia la situazione resta critica. Le condizioni meteo non sono migliorate; l’Arpal (Agenzia regionale protezione ambiente ligure), nel bollettino diffuso alle 8.45, segnala che le piogge più intense sono localizzate in mare, di fronte alla costa tra Genova e Portofino, ma che nelle prossime ore rimane alta la probabilità di nuove perturbazioni sulla terraferma, nelle zone già colpite. Le autorità hanno disposto la chiusura del casello Genova Est dell’A12, dopo che durante la notte erano stati chiusi anche Genova Nervi e Genova Ovest. La metropolitana è limitata fra Brin e San Giorgio. Chiusi anche i mercati cittadini e le scuole, così come gli uffici Inps e quelli della Regione in via Fieschi.

Intanto fioccano le polemiche sulla mancata allerta. Nel momento in cui il nubifragio si è abbattuto sulla città, nella prima serata del 9 ottobre, il sindaco Marco Doria si trovava al teatro Carlo Felice per l’opera lirica. Poco dopo si è recato alla sala operativa della Protezione civile. Doria ha dichiarato alla stampa: “Le previsioni Arpal non ci davano nessun picco di allerta. Senza alcuna previsione che ce lo dicesse, abbiamo dovuto registrare un aumento repentino della perturbazione. Alle 21 e 25 abbiamo ricevuto la prima segnalazione di allagamento. Dopo le 22 le segnalazioni erano insistenti e abbiamo capito che dovevamo intervenire. Alle 23.02 sui social media della protezione civile abbiamo mandato i primi messaggi“.


Foto: @VictorBreiner – Twitter