Sebbene il livello del fiume Misa sia sceso, l’allerta resta alto a Senigallia e dintorni per tutta la giornata del 4 maggio. Migliaia di persone sono rimaste senza elettricità e comunicazioni telefoniche di terra dopo che l’alluvione ha invaso le cabine dell’Enel. Lo ha comunicato la Protezione civile. I molti sfollati verranno ospitati negli alberghi della zona. Altri 300 posti letto sono stati allestiti da una colonna mobile della Protezione civile. In una casa di cura rimasta isolata, Villa Silvia, i pazienti stanno ricevendo pasti caldi portati dall’ospedale civile.

Due persone sono morte in conseguenza all’alluvione, due anziani. Uno dei due, Aldo Cicetti, 80 anni, disperso durante la piena del Misa, è stato dichiarato ufficialmente morto. L’altro, Nicola Rossi, 86 anni, è morto per arresto cardiaco durante il trasporto in elicottero verso l’ospedale. Senigallia è la località più colpita, ma ci sono gravi problemi ovunque (foto by InfoPhoto). Sono straripati i fiumi Esino, Cesano e Foglia, oltre al torrente Triponzio. In piena anche l’Ete. Il presidente della Regione, Gian Mario Spacca, chiederà lo stato di emergenza.

Lo scorso novembre in Sardegna, Olbia fu devastata dal ciclone Cleopatra. A febbraio lo straripamento del fiume Secchia, in provincia di Modena, aveva provocato una vittima.