Partono l’inchiesta e le polemiche su quanto avvenuto a Refrontolo, nel trevigiano. Ieri vi avevamo raccontato delle quattro vittime e dei feriti causati dall’esondazione del torrente Lienza, ingrossato a causa delle abbondanti piogge (leggi qui tutti i dettagli) e oggi vi diamo conto di ciò che sta accadendo nelle ultime ore.

Per quanto riguarda le cause dell’esondazione, inizialmente si era parlato di un effetto “tappo” causato da alcune balle di fieno e da altri materiali, che avrebbero ostruito il corso del torrente. L’ipotesi è stata scartata sia dal capo del Genio Civile di Treviso, l’ingegnere Lucchetta, sia dal comandante  provinciale della Forestale Piccin, entrambi sicuri che la causa della tragedia sia stata solo l’eccezionale pioggia che è caduta nella zona in un tempo brevissimo.

La Procura della Repubblica di Treviso ha aperto ovviamente un’inchiesta, anche se al momento non vi sarebbero né indagati né formulazioni di reati. Su quanto accaduto è intervenuto anche il Governo che attraverso il sito di Palazzo Chigi comunica: “Basta inseguire e fare i ‘notai’ delle emergenze. Adesso investiamo in opere di difesa, prevenzione e sicurezza. Al via anche i 570 cantieri anti dissesto”.

Il Governatore della Regione Veneto Zaia ha invece fatto sapere che chiederà immediatamente lo stato di calamità per tutta la zona colpita dall’esondazione.

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