Salvi 3mila posti di lavoro dell’azienda di call center Almaviva: dopo una lunga contrattazione durata tutta la notte è arrivato oggi l’accordo che pone fine al lungo contenzioso.

A mettere un punto sulla questione è stata l’incontro provvidenziale tra Teresa Bellanova, viceministro allo Sviluppo Economico, i sindacati e i dirigenti dell’azienda.

Come si ricorderà a essere interessati dai 3mila licenziamenti ora scongiurati erano i lavoratori part-time dei call center di cui si servono le maggiori aziende pubbliche e private italiane: brand come Mediaset, Sky, Telecom, Vodafone, Wind, Fastweb, Enel, Eni, Poste, Inps e via dicendo.

L’accordo è arrivato quasi allo scadere dei 30 giorni previsti, dopo i quali sarebbero partite le lettere di licenziamento. Da quattro anni erano infatti in vigore i contratti di solidarietà, e fino a ieri pomeriggio i lavoratori dell’azienda avevano fatto sentire la propria voce manifestando davanti alla sede del Ministero dello Sviluppo Economico. A inizio maggio un referendum interno aveva bocciato la precedente proposta di un’ulteriore estensione dei contratti di solidarietà.

In base a quanto trapelato l’accordo ha portato all’apertura di un tavolo permanente sulla gestione dei call center, con un appuntamento mensile in cui le parti sociali in causa controlleranno l’applicazione del programma, che include anche il finanziamento da parte delle Regioni di una serie di corsi di formazione e riqualificazione. L’azienda dovrà invece aumentare il carico di lavoro affidato ai dipendenti riducendo progressivamente il ricorso agli aiuti statali.

Nello specifico è stata disposta l’applicazione di ammortizzatori sociali per un ammontare di 18 mesi: con i primi 6 di contratto di solidarietà e i restanti 12 di cassa integrazione. Inoltre viene mantenuta la copertura finanziaria e il reddito attuale.

La Fistel, il sindacato che si occupa dei lavoratori delle telecomunicazioni, si è detta soddisfatta dei risultati ottenuto e ha aggiunto che per il futuro “la sfida che il sindacato lancia al governo è la regolamentazione del settore dei call center e il contrasto alle delocalizzazioni e alle gare al massimo ribasso nel tavolo permanente al ministero dello sviluppo economico già convocato per il 17 giugno”.