La stazione ferroviaria di Santa Viola questa mattina è stata vittima di un incendio doloso che ha provocato prima l’interruzione e poi il forte rallentamento della rete ad Alta Velocità.

L’incendio ha interessato quattro pozzetti di cavi della stazione collocata alla periferia di Bologna, ma per fortuna nessuna persona è rimasta coinvolta in quello che è già stato definito come un atto di terrorismo.

I danni maggiori li hanno dunque subito i passeggeri, che hanno visto sopprimere o arrivare con grande ritardo i treni della tratta ad Alta Velocità di Milano-Bologna, quelli della Bologna-Verona e le linee ordinarie.

A corroborare la pista del terrorismo è il ritrovamento di due scritte “No Tav”, realizzate da pochissimo con delle bombolette spray, a pochi metri dalla massicciata ferroviaria. Il procuratore capo della città, Roberto Alfonso, è in prima linea nelle indagini.

La Polfer ha segnalato l’incendio alle 4.25 di questa mattina, quando i quattro pozzetti, siti a una cinquantina di metri l’uno dall’altro, hanno iniziato a prendere fuoco. Per i primi tre, riguardanti la linea ad Alta Velocità, l’operazione di spegnimento è stata piuttosto semplice, ma per quanto concerne quella ordinaria c’è stato bisogno del supporto dei Vigili del fuoco. Il caso ricorda molto da vicino quanto successo a Firenze lo scorso 21 dicembre, quando una bottiglietta esplosiva ha distrutto un pozzetto bloccando la circolazione dei treni.

Il ministro alle Infrastrutture Maurizio Lupi ha affermato la volontà di ferrea di non darla vinta a quelli che senza mezzi termini sono stati identificati come terroristi: “Si è verificato purtroppo ciò che temevo, un nuovo atto terroristico con la Tav, questo e non altro è l’incendio doloso di questa mattina a Bologna. Ma non ci fermeranno nella strada di innovare e cambiare l’Italia.

Secondo il ministro il gesto “mira a creare disagi ai cittadini e tensioni sociali al solo scopo di fermare l’Italia del cambiamento, dall’Alta Velocità al Jobs Act. La storia del nostro Paese dice che simili tentativi sono già stati sconfitti e isolati. Far vivere nel timore e nella paura le persone comuni è la più grave forma di corruzione del vivere civile. Ma la loro è un illusione, noi andremo avanti con ancora più forza e serietà”.

Il premier Renzi ha voluto essere più diplomatico: “Voglio rassicurare tutti gli italiani. Non torniamo a rievocare parole del passato, è in atto un’operazione di sabotaggio e verifichiamo quanto accaduto: stiamo monitorando la situazione”.

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