L’India è sotto choc da due giorni per l’ennesimo caso di violenza sessuale sulle donne, piaga endemica di questo paese che sembra non conoscere limiti al proprio orrore. Sì, perché stavolta le vittime dei due stupri sono due bambine, la prima di cinque anni e la seconda di due anni e mezzo, quest’ultima rapita da casa sua nella parte occidentale di Delhi, quindi violentata e poi abbandonata sanguinante in un parco. A completare il quadro: i due presunti colpevoli, che la polizia ha tratto in arresto poche ore fa, sarebbero due adolescenti minorenni. Sono stati arrestati anche tre uomini colpevoli della prima violenza, quella sulla bambina di cinque anni, che sempre nella giornata di venerdì era stata adescata a casa di un vicino, nella parte orientale di Dehli, e quindi stuprata a ripetizione. Entrambe le povere vittime sono ancora in ospedale, ma fortunatamente non sono in pericolo di vita. Tutto questo è accaduto ad appena una settimana di distanza dal rapimento, sempre nella capitale,  di un’altra bambina di quattro anni, poi abbandonata vicino ai binari ferroviari dopo essere stata violentemente percossa e presumibilmente stuprata.

Inevitabilmente, sono riesplose le polemiche. Arvind Kejriwal, attivista nonché ex governatore di Delhi, se l’è presa con il governo e le forze dell’ordine, incapaci a suo dire di proteggere la cittadinanza: “Il rapimento e lo stupro di minori sono una cosa vergognosa e preoccupante, cosa stanno facendo il primo ministro e il governatore?“, ha scritto su Twitter. Il capo della Commissione per le donne di Delhi, Swati Maliwal, ha fatto visita a tutte e tre le piccole vittime di questa insensata violenza, approfittando dell’occasione per tornare all’attacco contro il sistema giudiziario: degli oltre 11mila crimini contro le donne denunciati nel 2014 nella sola Delhi, solo nove hanno portato a un processo. “Se la gente non paga per quello che fa, come mai potranno cambiare le cose a Delhi?“, ha detto alla BBC. Nel 2012, lo stupro di una studentessa 23enne su un autobus della capitale da parte di una gang di quattro persone, le furiose proteste conseguenti e la risonanza internazionale che ebbe quell’episodio, portarono l’India a dotarsi di una legislazione più severa in tema di violenza sulle donne. I risultati, però, non sembrano quelli desiderati, se è vero che nella sola Delhi, nel 2014, oltre 2mila donne sono state violentate.