Amatrice non esiste più. Le parole del sindaco Sergio Pirozzi, destinate a passare tristemente alla storia, valgono anche per l’ospedale del comune reatino. Il Grifoni, piccola struttura sanitaria progettata per servire un paesino di appena tremila anime, si è trasformato nel centro dell’Italia. Qui confluiscono tutti i feriti e i superstiti non solo di Amatrice ma di tutto il circondario, nonostante non assomigli più tanto a un ospedale. L’ingresso è crollato e all’interno sembra essere scoppiata una bomba. Per questo medici e infermieri si sono rimboccati le maniche e hanno deciso di continuare a offrire il loro servizio all’aperto. Approfittando delle favorevoli condizioni meterologiche, oggi il Grifoni di Amatrice è diventato un ospedale a cielo aperto. E purtroppo in parte anche un obitorio.

Presso il nosocomio vengono trasportati i superstiti estratti dalle macerie e i parenti accorsi dai Comuni limitrofi per cercarli. Come la ragazza arrivata ieri sera per cercare suo nipote. Dalle informazioni ricevute dai media ha saputo che è stato estratto vivo, ma non lo trova da nessuna parte e ora piange disperata in un angolo. Dal Grifoni arrivano anche storie di speranza, quasi di eroismo, come quella di Alessandro Corradetti, radiologo in servizio durante la notte del terremoto. Corradetti, alle prime scosse, racconta di avere avuto l’istinto di scappare ma, una volta arrivato in strada, ha sentito le urla dei suoi colleghi provenire dall’interno della struttura, e così è tornato indietro e insieme a una guardia giurata ha salvato la vita di un medico rimasto bloccato nel suo studio. Ha poi aiutato i degenti a lasciare l’edificio prima che fossero trasferiti a Rieti.

Dall’ospedale di Amatrice arriva anche la storia di Stefania Marchioni che si dice “miracolata” perché si trovava in una delle case crollate fino al giorno prima del terremoto. Poi era stata richiamata al lavoro a Roma e perciò ha evitato il crollo solo per qualche ora. E c’è anche chi prova a sdrammatizzare:

Nel 1979 ero in Irpinia quando tirò il terremoto, nel 2009 a L’Aquila e questa volta qui. Forse dovrei farmi benedire

sorride amaro il primario dell’ospedale Stefano Previtera.

Amatrice: nel 2009 stanziati 2 milioni di euro per l’ospedale

Il giorno dopo però è anche il tempo delle recriminazioni. Da una testimonianza raccolta dal Fatto Quotidiano risulta che, dopo il terremoto de L’Aquila, furono stanziati 2 milioni di euro per mettere in sicurezza il Grifoni. Il progetto però rimase sulla carta tanto che nel 2012 il Presidente della Regione Zingaretti tentò addirittura di chiuderlo. Solo la strenua opposizione del sindaco di Amatrice permise di lasciarlo aperto, ma c’è già chi pensa che ora, dopo gli ultimi crolli, sia giunto il momento di chiudere per sempre la struttura.