La Procura di Milano ha aperto un fascicolo sulla presunta omessa dichiarazione dei redditi da parte di alcuni manager europei di Amazon.

L’azienda di Seattle in realtà è solo l’ultimo dei colossi del web a essere finito nel mirino del fisco italiano: in tempi recenti ci sono state la stangata ad Apple, prima, che ha dovuto versare 318 milioni di euro, e quindi anche Google, che ha staccato un assegno di riparazione pari a 300 milioni.

Arriverebbe quindi adesso anche una nuova indagine per evasione fiscale riguardante l’impero fondato sull’attività di e-commerce; al momento però sono pochi i dettagli dell’operazione guidata dal pm aggiunto Francesco Grieco.

Pare tuttavia chiaro sin da ora che lo schema riscontrato dalle verifiche della Guardia di Finanza sia simile a quanto occorso ai due rivali Apple e Google: dichiarazioni della filiale tricolore in realtà attribuite a una base operativa europea che va incontro a tassazioni molto più leggere.

Rimane da accertare a quanto ammonti la cifra totale dei mancati versamenti all’Erario italiano, così come anche le eventuali responsabilità penali e amministrative dei dirigenti.

Un percorso attraverso il quale sono passate anche Apple e Google, che però lascia scettici gli esperti: concordata la cifra da restituire dopo una serie di trattative sarà poi davvero possibile assicurarsi che non si ripetano altre manovre di tipo elusivo?