Nell’ambito del processo per le morti di amianto di alcuni lavoratori dell’Olivetti si è stabilito che andranno a processo alcuni degli ex amministratori e presidenti del gruppo. Tra i nomi illustri della dirigenza della compagnia ci sono anche quelli dell’ex ministro Corrado Passera e degli imprenditori Carlo De Benedetti e Roberto Colaninno.

Presso il tribunale di Ivrea si è deciso per il rinvio a giudizio di alcuni ex dirigenti della Olivetti. Il processo cerca di stabilire i responsabili per la morte di tredici lavoratori che sarebbe stata causata, secondo l’accusa sostenuta dal pm Laura Longo, dal contatto con fibre di amianto, oltre a due casi di lesioni colpose.

Tra i 17 nomi degli imputati a vario titolo che sono stati rinviati a giudizio e che quindi finiranno a processo figura anche quello di Corrado Passera, Ministro dello sviluppo economico e Ministro delle infrastrutture e dei trasporti del governo Monti dal 2011 al 2013, che è stato co-amministratore delegato del Gruppo Olivetti dal 1992 al 1996.

Nel caso dell’amianto in Olivetti, il gup Cecilia Marino ha rinviato a giudizio anche Carlo De Benedetti, amministratore delegato e presidente del Cda dal 1978 al 1996, mentre tra gli 11 imputati che sono stati prosciolti, e che all’epoca avevano unicamente incarichi di consiglieri d’amministrazione senza deleghe, ci sono i suoi i due figli, Marco e Rodolfo De Benedetti.

Il segretario provinciale della Fiom Federico Bellono ha commentato la scelta presa nell’ambito del processo amianto dichiarando che “la decisione di oggi, che pure assolve i semplici membri di Cda, consente di andare a processo e stabilire finalmente le responsabilità anche individuali, a partire delle figure più autorevoli, amministratori delegati e presidenti, evitando lo scaricabarile verso le figure più in basso nella scala gerarchica. Un passo importante per fare giustizia, per tutti coloro che fino ad oggi e, purtroppo, per gli anni a venire, moriranno per una patologia che non lascia scampo”.

L’avvocato difensore di Carlo De Benedetti, Tommaso Pisapia, ha invece dichiarato: “In dibattimento chiariremo le responsabilità di questa vicenda, in Olivetti c’era una struttura organizzativa molto complessa che era in grado di risolvere i problemi in modo tempestivo”.