20 anni di carcere con rito abbreviato per un duplice omicidio: questa la sentenza toccata ad Antonio Tagliata, il ragazzo che a novembre del 2015 uccise ad Ancona i genitori della ex fidanzata.

Quest’ultima invece era già stata condannata a 18 anni per il reato di complicità, pena stabilita dal gup per i minori Francesca Giaquinto. Si trova ora rinchiusa nel carcere di Nisida, in Campania.

Paola Moscaroli, il gup che si è occupata del caso dell’omicidio di Fabio Giacconi e Roberta Pierini, uccisi a colpi di pistola nella loro abitazione di via Crivelli, non ha riconosciuto la seminfermità invocata dal perito Vittorio Melega.

Allo stesso tempo aggravanti (tra cui la premeditazione) e attenuanti sono state considerate equivalenti: il giudice ha comunque escluso l’ergastolo ed è partito dalle pena di 24 anni di detenzione per il delitto, cui si sono aggiunti 6 anni per detenzione e porto abusivo di arma da fuoco.

In tutto trent’anni, da cui è stato tolto un terzo come previsto dal procedimento del rito abbreviato scelto dalla difesa. Soddisfazione per il pm Paolo Gubinelli, che ha visto accolte le sue richieste, tra cui quella di non concedere l’attenuante del vizio parziale di mente.

Tagliata, che durante la lettura della sentenze è rimasto impassibile e tranquillo e che è stato riportato al carcere di Castrogno (Teramo), di cui è ospite, potrà decidere se ricorrere in appello una volta lette le motivazioni della condanna.

Inoltre sono state disposte provvisionali di risarcimento di 100mila euro al padre di Giacconi e 50mila euro alla sorella, più altri 100mila da dividersi tra la sorella e il fratello della Pierini.