La situazione in Grecia si fa sempre più difficile e, proprio in questi giorni, è arrivata la conferma che il prossimo mercoledì 26 settembre sia le navi che i traghetti resteranno nei loro porti di partenza.

Si tratta di uno stop forzato che arriva in seguito alla conferma da parte della Federazione Nazionale Lavoratori Marittimo (Pno) della partecipazione allo sciopero generale indetto dai sindacati Gsee, quello che rappresenta i lavoratori del settore privato, e l’Adedy, che invece rappresenta quelli del pubblico.

Giannis Panagopoulos, presidente del sindataco Gsee, fa sapere, in occasione di una riunione tra sindacalisti che si è tenuta nell’Attica, che lo sciopero di mercoledì sarà “un grido di indignazione e di disperazione per tutto quello che si sta preparando”.

“Il governo e la troika (Fmi, Ue e Bce), tramite delle cosiddette trattative, stanno preparando la distruzione dei diritti dei lavoratori e previdenziali mentre il movimento sindacale, da parte sua, sta preparando una risposta dinamica”, conclude Panagopoulos.

Traghetti e navi, in Grecia, equivalgono quasi ai nostri mezzi pubblici, se non di più, il loro blocco potrà comportare grandi disagi non solo a chi aveva acquistato il biglietto, ma anche alle singole isole che si troveranno così, passatemi il termine, ‘isolate’ per 24 ore.