Presso le rive della costa pacifica settentrionale del Perù, da gennaio ad oggi, sono stati trovati 877 delfini morti.

Ancora non sono chiare le cause di una simile tragedie e, come al solito, i pareri sono discordanti.

Da un lato c’è il viceministro dell’Ambiente peruviano, Gabriel Quijandria il quale sostiene che la causa sia da attribuire ad un virus che avrebbe colpito, i particolare, i delfini Tursiops e dichiara di essere in attese dei risultati che verranno effettuati sui campioni prelevati dai delfini nei giorni scorsi.

Dall’altra parte ci sono però le organizzazioni ambientaliste che accusano le esplorazioni delle compagnie petrolifere sostenendo che in realtà i delfini morti sarebbero almeno tremila.

Quel che è certo al momento è che i risultati delle analisi non sono ancora stati consegnati e dovremo attendere ancora un pò di giorni prima di averle.

Intanto Carlo Yaipen dell’Orca spiega come ‘le petroliere, per le loro esplorazioni, utilizzano diverse frequenze di onde acustiche che generano bolle invisibili ad occhio nudo, ma che colpiscono i cetacei e che possono provocarne la morte’, le compagnie ovviamente negano.

Ancora una volta la mano dell’uomo potrebbe rivelarsi fatale per la fauna del nostro pianeta.