“I marò torneranno a casa”.

Parla chiaro il ministro degli Esteri Giulio Terzi in merito alla situazione dei nostri due militari bloccati in India dove sono accusati di omidicio e dove attendono la sentenza che definirà la competenza del giudizio sulla vicenda.

Sono passati ormai otto mesi da quando i due marò avrebbero sparato e ucciso due pescatori indiani.

Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, a bordo della nave commerciale Enrica Lexie, stavano svolgendo il loro lavoro, ovvero prestare servizio anti pirateria all’imbarcazione.

Da quel giorno i due militari non hanno pace e sono in attesa di scoprire se a giudicarli sarà il diritto internazionale, come vuole e si augura il Governo italiano, o quello indiano.

La sentenza infatti tarda ad arrivare da parte del massimo organo giudiziario di New Delhi e questo ritardo ‘allibisce e sconcerta’ come afferma lo stesso Terzi che però assicura che quello dei nostri marò “è un argomento sempre presente a livello europeo, anche se oggi non era in agenda”.

Tutti i paesi europei sono infatti attenti a questa causa poiché, nel caso in cui si dovesse decidere di non proseguire secondo il diritto internazionale, le missioni internazionali anti-pirateria “diventeranno impossibili se le nazioni non rispettano l’immunità del personale militare a bordo della navi in pericolo”.