Il fascicolo relativo all’omicidio del piccolo Andrea Loris Stival non contiene ancora nomi di indagati, ma è possibile che nelle prossime ore ci siano novità. La notte scorsa alla questura di Ragusa è stata lunga e a quanto sembra gli investigatori si stanno concentrando sulla cerchia familiare del povero bambino di otto anni, che come ha detto una dei suoi componenti è “non proprio da Mulino bianco“.

Iniziamo dall’autopsia. Contrariamente a quanto è trapelato ieri, Andrea Loris non avrebbe subito una violenza sessuale il giorno del suo omicidio, mentre sembra sempre più probabile che il bambino sia stato abbia subito degli abusi. Un indizio pesante in tal senso è rappresentato dal fatto che il corpo del bambino sia arrivato in obitorio senza gli slip e i pantaloncini erano un po’ scivolati, visto che erano privi di cintura.

Non convince la versione di Orazio Fidone, l’uomo che ha ritrovato il corpo del bambino. Per questo si sta verificando se tra il cacciatore – anche se da anni non aveva più la licenza – e la famiglia Stival ci siano stati dei rapporti. E’ stata smentita l’indiscrezione che siano state trovate tracce della presenza di Dna dell’uomo sul corpo del bambino.

Ieri è stato anche convocato in Questura Christian, il ragazzo diciottenne, vicino di casa di Loris che ogni tanto lo portava in giro in motorino. La segnalazione sembra sia partita dai compagni di scuola del bambino che avrebbero visto in altre occasioni Alessio Stival allontanarsi con un “ragazzo più grande“.

Una terza figura che potrebbe attrarre l’interesse degli investigatori è un soggetto generico appartenente o vicino alla famiglia Stival. In ogni caso si spera che l’analisi dei tabulati telefonici e delle celle, unito a quello delle immagini riprese dalle telecamere, possa dare una spinta decisa alle indagini.

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