Il 78enne Giuseppe Stallone si è visto sequestrare circa 50 milioni di euro in beni di vario tipo a seguito di un’indagine del Nucleo Investigativo del Reparto operativo del comando provinciale di Bari dei carabinieri.

L’uomo era stato condannato nel 1984 a 6 anni e 4 mesi di carcere per il caso del sequestro dell’imprenditore Pietro Fenotti di Brescia, che aveva portato al pagamento di un riscatto da 10 miliardi di lire.

Anni dopo l’uomo aveva avviato un giro d’affari sul quale di recente i militari avevano iniziato a fare controlli accurati all’interno di un’indagine patrimoniale di Stallone, già sorvegliato da tempo.

Tra i beni immobili sequestrati si segnalano una sala ricevimenti di Andria con piscina olimpionica: un giro d’affari e uno stile di vita che sarebbero stati ritenuti non coerenti con le dichiarazioni al fisco da circa 15mila euro all’anno.

Le grandi somme di denaro investite nell’edificazione di complessi aziendali, più di 3 milioni di euro, proverrebbero dai due rapimenti in cui era stato coinvolto tra il 1977 e il 1982, per i quali però venne assolto per insufficienza di prove: guadagni illeciti da 5 miliardi e 2 di miliardi di lire.

In tutto sono stati sequestrati a Stallone due società di capitale, due imprese individuali, 18 appartamenti, cinque locali commerciali, 8 garage, 53 terreni da circa dieci ettari, due autovetture e 327 mila euro in titoli e polizze assicurative.