Emergono nuovi dettagli sulla sparizione, il 10 agosto 1996, di Angela Celentano mentre si trovava in gita con la sua famiglia sul monte Faito, nel Napoletano. Secondo la testimone “era lei, la piccola scomparsa di cui parlavano tutti”: “Quell’uomo la chiamava Angelita. Voleva che la seguisse e se la portò via. Quindi avevo ragione..”. A parlare è una donna romana, tra i 30 e i 40 anni, che all’epoca dei fatti si rivolse alla polizia raccontando quanto visto: la sua segnalazione, però, non ebbe alcun seguito.

Angela Celentano era in compagnia di un giovane straniero

“Doveva essere settembre e a Roma faceva caldo. Il viso della piccola sorridente era sempre in tv e sui giornali. Io ero sull’autobus che ancora porta dalla Casilina alla Tuscolana e d’un tratto li vidi. Lui era un giovane straniero, trasandato, un po’ scuro di pelle, alto circa 1 metro e 75, mentre la bambina era seduta, imbronciata. Scesero sul viale che costeggia l’aeroporto di Centocelle dove c’era il campo zingari racconta la donna. Quando la porta del bus si aprì, “lei non voleva seguirlo”, ma l’uomo, insistendo, strillò “Angelita, vamos!”. “Non potevano essere padre e figlia” ha aggiunto. “La mia telefonata di allora immagino sia stata registrata e io sono pronta a presentarmi di nuovo in polizia per deporre” ha concluso la testimone, come scrive il Corriere.it.