L’alluvione che ha colpito nuovamente, a tre anni di distanza, la città di Genova (qui i dettagli della notizia), ci costringe a dover parlare ancora degli Angeli del fango. Usiamo un termine duro, “ci costringe”, perché se l’intento di questa associazione di volontari è assolutamente meritorio e prezioso, dall’altra il loro intervento ci fa capire che qualcosa non va in Italia. Perché gli Angeli del fango si attivano ed entrano in azione solo quando le città sono ormai alluvionate e coperte di fango, quando la distruzione della natura, agevolata dalla scarsa manutenzione del territorio (l’abusivismo fa il resto) ha già contribuito a portare disagi a viabilità e cittadini.

Gli Angeli del fuoco sono nati e poi si sono costituiti in associazione volontaria in seguito ad un doloroso episodio che ha segnato profondamente il nostro Paese: ci riferiamo alla devastante alluvione di Firenze del 4 novembre del 1966. Fu proprio in quella tragica occasione, che per la prima volta, migliaia di giovani accorsero a Firenze e provincia per aiutare a spalare il fango che aveva interamente ricoperto la città toscana e i suoi dintorni e per soccorrere la popolazione in seria difficoltà.

Gli Angeli del fango sono intervenuti diverse volte nella città di Genova e Vicenza (per le alluvioni del 1970, del 2010 e del 2011) e oggi tornano ad aiutare una cittadinanza che si dice ormai stanca e sfinita, a causa di una situazione che sembra peggiorare con il passare degli anni. Sul web stanno arrivando anche tantissimi messaggi di ringraziamento per questi giovani ragazzi – ricordiamo che gli Angeli del fango è un’associazione costituita interamente da volontari. Basta guardare le tantissime foto che sono state pubblicate per rendersi conto di quanto prezioso sia il loro contributo e di quanto supporto riescano a dare ovunque vadano. Un bellissimo esempio di gioventù che lotta e si impegna, lontana anni luce da quella disinteressata e menefreghista che spesso viene dipinta da media e società.


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