Angelina Jolie torna sotto i riflettori dei media internazionali, questa volta non per la presentazione di un film o un evento mondano. L’attrice ha infatti deciso di intervenire sulle crisi in Iraq e in Siria, come inviato speciale per l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR). La celebrità ha visitato un campo profughi di Dahuk, nel nord dell’Iraq.

Il campo ospita centinaia di profughi costretti ad abbandonare le loro abitazioni di Mosul, a seguito dell’arrivo dei miliziani dell’ISIS. Al suo secondo viaggio in Iraq, la star trentanovenne ha incontrato famiglie e bambini, quindi si è prestata a un discorso pubblico con cui ha richiesto ai governi mondiali maggiori risorse per fronteggiare la crisi in corso.

«Da quando sono stata l’ultima volta in Iraq», spiega l’attrice, «altri due milioni di persone sono stati costretti a lasciare le loro case. La maggior parte negli ultimi sei mesi». Continuando con il suo accorato appello, la Jolie ha sottolineato come gli sforzi attuali non siano a suo parere sufficienti: «Non è sufficiente difendere i nostri valori da casa. Li dobbiamo difendere qui, nei campi e negli insediamenti nel Medio Oriente, nelle città distrutte di Iraq e Siria. Siamo sotto prova come comunità internazionale e al momento – nonostante gli immensi sforzi e le buone intenzioni – stiamo fallendo. [...] Le persone che ho conosciuto oggi devono sapere che un giorno potranno tornare a casa, che il loro dolore finirà».

Un proposito non di facile realizzazione, tuttavia possibile con la cooperazione internazionale. «È giunto il momento per tutti i leader di qualsiasi schieramento per trovare un terreno comune e andare avanti», ha aggiunto alla conferenza stampa presso il Khanke Camp for Internally Displaced People (IDPs).

La regista di “Unbroken” ha voluto anche parlare di alcuni drammi esemplificativi della tragedia in corso, tra famiglie distrutte, abusi e rapimenti. È il caso di una giovane diciannovenne, costretta a provvedere da sola ai fratelli a seguito dell’assassinio dei suoi genitori. «Ho incontrato madri i cui figli sono stati rapidi dall’ISIL», sottolinea, «come genitore non posso immaginare un orrore più grande».

Come già accennato, non è la prima volta che Angelina Jolie si reca in Medio Oriente per azioni umanitarie, dato anche l’impegno come Ambasciatrice di Buona Volontà per l’UNHCR. Nel 2012 ha visitato l’Iraq e la regione del Kurdistan, portando supporto ai rifugiati di Erbil. Negli anni, invece, l’attrice si è presentata a progetti umanitari in Thailandia, Ecuador, Kenya, Sudan e in molte altre nazioni.

Fonte: Daily Mail

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