Il ministro dell’Interno Marco Minniti ha firmato il provvedimento di espulsione di un cittadino tunisino residente a Latina che è risultato essere un conoscente di Anis Amri, il responsabile della strage di Berlino dello scorso dicembre, ucciso poi in un conflitto a fuoco nei pressi della stazione di Sesto San Giovanni.

L’uomo, un 37enne, figurava tra i contatti telefonici del terrorista e oggi è stato accompagnato all’aeroporto di Fiumicino, dove è salito a bordo di un aereo diretto a Tunisi. Le indagini sul suo conto avevano rilevato la sua appartenenza a un gruppo radicale che gravitava intorno alla moschea di Latina, gestita dall’imam moderato Arafa Rekhia Nesserelbaz.

L’uomo è risultato intestatario di un’utenza emersa tra i contatti di Amri: nello specifico si tratta di una delle persone che a giugno del 2015 avevano ospitato il terrorista in un casolare di Campoverde, ad Aprilia.

Il profilo Facebook associato al tunisino è stato esaminato dalla polizia postale, che ha riscontrato elementi affini all’ideologia jihadista, nonché legami con un circolo di soggetti vicini allo Stato Islamico.

Il Giornale riferisce che tra i motivi dell’espulsione ci sarebbe anche l’ossessione sviluppata nei confronti dei due poliziotti che avevano fermato Anis: a testimoniarla le innumerevoli ricerche sul web dei nomi degli agenti.

Si tratta della ventunesima espulsione del 2017, per un totale di 153 soggetti legati al mondo dell’estremismo religioso allontanati dal nostro Paese a partire dal 2015.