Continuano le indagini sui contatti che hanno reso possibile ad Anis Amri mettere a segno l’attentato di Berlino nel quale hanno perso la vita 12 persone.

L’autore della strage, che è stato ucciso durante un controllo di routine a Sesto San Giovanni da due agenti di polizia, è stato aiutato da un nipote, che nella notte è stato arrestato dalle forze dell’ordine tunisine.

A renderlo noto è la radio Mosaique, la quale spiega che questi sarebbe stato fermato nell’ambito di una più ampia azione antiterrorismo volta a smantellare una cellula jihadista formata da tre ragazzi di un’età compresa tra i 18 e i 27 anni, operativa tra le zone di Fouchana e Oueslatia.

Il nipote di Anis Amri sarebbe stato in contatto con lo zio tramite Telegram, aiutandolo a superare i posti di blocco della polizia; inoltre il ragazzo avrebbe giurato fedeltà all’Isis su esplicita richiesta del parente che già era entrato a far parte (almeno idealmente) dello Stato Islamico. Amri aveva inviato del denaro al giovane congiunto per consentirgli di raggiungerlo in Germania, forse per pianificare insieme ed eseguire l’attentato.

Nel frattempo sul corpo del tunisino è stata effettuata l’autopsia richiesta dalla Procura di Monza, la quale ha evidenziato come questi sia stato colpito da due pallottole, una alla testa e una al torace. Stando alle indagini attualmente in corso, Amri sarebbe arrivato alla stazione Centrale di Milano intorno alle 0.46, per poi arrivare a Sesto a bordo di un bus.

È invece uscito dall’ospedale Cristian Movio, l’agente che era rimasto ferito a una spalla durante la sparatoria avvenuta davanti alla stazione ferroviaria di piazza I maggio.