Emergono nuovi dettagli su Anis Amri, il sospettato dell’attentato di Berlino che è stato ucciso nella notte di giovedì da una coppia di agenti di polizia a Sesto San Giovanni.

L’agenzia media Amaq, notoriamente affiliata a Isis, ha infatti diffuso un video testamento in cui il 24enne tunisino minaccia l’Occidente.

Nel filmato l’uomo – non è ancora chiaro se questi possa essere identificato come Amri – dichiara che il suo messaggio è “per i crociati che oggi bombardano i musulmani. Il loro sangue non sarà versato invano. C’è una nazione dietro di loro e ci vendicheremo.”

Il presunto Amri è visto in un ambiente esterno, con indosso un giubbotto invernale e con degli auricolari. Non è chiaro dove il video possa essere stato filmato.

Alla prima minaccia segue quindi una vera e propria chiamata alle armi: “Chiamo a raccolta i miei fratelli musulmani, ovunque essi siano. A coloro che sono in Europa dico: uccidete i maiali crociati, ognuno secondo le proprie possibilità”.

Con questo filmato Isis rivendica ufficialmente l’attacco di Berlino in cui sono morte 12 persone, tra cui l’italiana Fabrizia Di Lorenzo.

Nel frattempo le indagini delle autorità tedesche hanno portato alla luce l’esistenza di un gruppo che avrebbe supportato Amri nella pianificazione dell’attentato: si tratterebbe di una cellula guidata da un predicatore iracheno con legami molto stretti con lo Stato Islamico, già nota all’intelligence per alcuni casi legati all’acquisizione di armi da fuoco.

Stando al questore di Milano Antonio Iesu, Amri avrebbe avuto contatti anche in Italia, dove aveva trascorso 4 anni in carcere durante i quali si era radicalizzato. Gli esperti dell’antiterrorismo ritengono infatti che questo elemento possa portare anche a sviluppi futuri nelle indagini sull’attività jihadista nel nostro Paese.

Avrebbe potuto compiere altri attentati, era una scheggia impazzita, un latitante pericolosissimo“, ha confermato De Iesu, secondo il quale il possesso di una pistola da parte del terrorista dimostra come questi fosse disposto a far scorrere altro sangue.