Si profila l’ombra di un serial killer nel caso della morte di Anna Maria Stellato, la ragazza trovata senza vita nel mare di Rimini il 14 luglio del 2012.

La ragazza, che era stata coinvolta in un bruto giro di traffico di droga, era stata notata sulla spiagga di Rimini in compagnia di due persone. Una di queste venne identificata dalla polizia, che arrestò il marocchino Zakaria Ismaini, allora aiuto cuoco in un ristorante della zona.

Questi, stando alle sue dichiarazioni, venne denunciato per omissione di soccorso, mentre venne condannato in primo grado un tunisino di 26 anni, presunto spacciatore responsabile della morte di Anna Maria Stellato. In appello la sentenza venne poi stravolta per mancanza di prove.

Dopo più di due anni dalla morte della ragazza il caso è stato riaperto il seguito al nuovo arresto di Ismaini, che secondo le indagini delle autorità è ritenuto autore di due omicidi avvenuti a novembre scorso e a febbraio del 2015.

A Latiano, provincia di Brindisi, il 13 novembre è stato ritrovato nella sua casa di campagna il corpo carbonizzato di Cosimo Mastrogiovanni, mentre invece il più recente omicidio è quello di Letizia Consoli, il cui cadavere è stato ripescato dalle acque del mare di Catania il 7 febbraio. 63 anni lui, 50 anni lei, entrambe persone sole, indifese, entrambe vittime di un’azione violenta.

Il modus operandi dei due, e ora forse tre delitti, sarebbe molto simile, e per questo motivo si è iniziato a parlare delle gesta di un serial killer che avrebbe colpito tra Rimini e Catania: il fil rouge che lega gli omicidi sarebbe costituito dalla distruzione delle prove del delitto (la borsetta della Stellato, ritrovata in un cassonetto, l’incendio del bungalow in cui risiedeva la Consoli) e il ritrovamento dei due corpi seminudi delle donne su una spiaggia.

Ismaini, che ha confessato l’omicidio di Catania, avrebbe adescato Mastrogiovanni attraverso un sito d’incontri per soli uomini. Non sarebbe un caso, infatti, la sparizione dalla residenza del pensionato del computer portatile di sua proprietà.

Tutta una serie di coincidenze che, unite al riesame dei tabulati e delle indagini del 2012, ha indotto la Procura di Rimini a riaprire il fascicolo riguardante la morte di Anna Maria Stellato.