Qualcuno ha ancora dubbi sull’irrilevanza dell’Unione europea come soggetto politico autonomo nelle relazioni internazionali? La crisi mondiale nata dalle vicende di Ucraina e Crimea è solo l’ultimo dei tanti esempi. La favola che molti vanno raccontando da troppo tempo narra che il rovesciamento politico a Kiev sia nato da una rivolta popolare legata al desiderio degli ucraini di avvicinarsi (per poi entrarvi) all’Unione europea, contrariamente alla politica dell’ex presidente Viktor Yanukovic, legato irrimediabilmente alla Russia.

I fatti successivi hanno invece dimostrato due realtà molto più crude: la gente di Kiev si è accodata al ribaltamento del governo semplicemente perchè odia troppo i russi, non perché ami particolarmente gli europei; la gente di Sebastopoli e Sinferopoli, Crimea, attraverso il referedum sull’annessione (foto by InfoPhoto) si è accodata alla manovra di Mosca per mollare gli ucraini, che odia al punto da preferire di tornare a far parte della Russia.

Sopra tutte queste popolazioni si sente un forte odore di gas, emanato dai grandi oligarchi del settore al di qua e al di là del Mar Nero. Al vertice di tutte queste considerazioni c’è il grande gioco politico mondiale; la quasi secolare lotta tra Russia e Stati Uniti per la supremazia strategica, quindi economica.

E l’Europa? Più insignificante dell’Onu. Il capo del governo provvisorio dell’Ucraina è corso a chiedere aiuto ad Obama, non a Barroso; le trattative diplomatiche principali di Mosca sono con Washington, non Bruxelles; quando Putin vuole parlare con l’Europa si rivolge al cancelliere della Germania, non al capo della Commissione europea; del resto è stata la Merkel ad annunciare le decisioni europee durante questa crisi, non certo Barroso. Da ultimo, sono le sanzioni decise il 20 marzo dagli Stati Uniti a provocare le rappresaglie della Russia, non certo le minacce europee.

E allora ecco l’ultima grande mossa di Bruxelles: ha aggiunto 12 nuovi nomi alla sua lista nera contro la Russia; si tratta cioè di 12 personalità di spicco che non potranno viaggiare in Europa e alle quali verranno bloccate le proprietà esistenti sul territorio europeo; essenzialmente, tutti i pezzi grossi che ruotano intorno a Putin. Il numero totale sale quindi a 33. La decisione è stata presa durante il Consiglio europeo in corso a Bruxelles. Ma è stata annunciata, tanto per cambiare, da Angela Merkel.