Si allarga la frattura tra Russia e Occidente, in particolar modo Stati Uniti, dopo l’annessione della Crimea alla Federazione (oggi la Duma, il parlamento russo, ha ratificato la decisione). Il presidente americano Barack Obama (foto by InfoPhoto), in un breve discorso dalla Casa Bianca, ha infatti annunciato nuove sanzioni economiche indirizzate ad altri individui russi e ucraini coinvolti nella crisi della Crimea, compresa una banca che sostiene Vladimir Putin, la Rossiya, che ora avrà difficoltà ad accedere alle sue attività pari a 10 miliardi di dollari.

Non solo. Obama ha dichiarato di aver firmato un ordine esecutivo che autorizza sanzioni contro “settori chiave” dell’economia russia”, un atto che potrebbe avere “un impatto significativo anche sull’economia globale“. Infine, il presidente ha chiuso con una minaccia: altre aggressioni (il riferimento è ai paesi baltici, ndr) “avranno come risultato quello di isolare ulteriormente la Russia di fronte alla comunità internazionale“.

Non si è fatta attendere la replica di Mosca, ed è una replica durissima. Il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, ha infatti ribadito che la reazione della Russia alle sanzioni americane “si ritorcerà contro gli Stati Uniti come un boomerang. Non ci dev’essere alcun dubbio, risponderemo in modo adeguato a ogni mossa ostile“. Venti di guerra fredda.

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