Lo ha annunciato il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy in un tweet, ma lo sanno anche i sassi che il motore dell’espulsione della Russia dal G8 è il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama.

Dunque ora è ufficiale. La sanzione diplomatica minacciata da parecchi giorni è realtà: il G8 non esiste più, almeno nel breve periodo. Niente riunione a Sochi, la Russia è stata accantonata. I capi di Stato e Governo dei paesi più industrializzati del mondo s’incontreranno nuovamente a giugno a Bruxelles; il club tornerà a chiamarsi G7.

Obama (foto by InfoPhoto) si prende così una vendetta contro Vladimir Putin. I due schiaffoni che il presidente russo gli aveva inflitto in occasione dello scandalo datagate e della crisi in Siria sono stati restituiti in un colpo solo, approfittando della manovra con cui Putin ha diretto l’annessione della Crimea e il relativo distacco dall’Ucraina.

L’Unione europea, che ha poco gas, come sempre non riesce ad imporre una propria politica, perché non è un’entità unica; quindi va a rimorchio degli americani, pieni di gas fino a scoppiare.

Tuttavia da Mosca fanno sapere che non si disperano. Il ministro degli esteri Sergej Lavrov ha dichiarato: “Il G8 è un club informale, nessuno distribuisce le tessere dell’iscrizione e nessuno può espellerne i membri. Se i nostri partner occidentali credono che tale formato sia superato, lasciamolo. Noi non siamo aggrappati a esso e non vediamo alcun problema se esso non si riunisce“.

Chi ha punito chi?