La tensione è ogni giorno più alta. L’Ucraina vuole convincere Europa e Stati Uniti che il pericolo russo è gravissimo, perché non vuole rassegnarsi a perdere la Crimea. Vanno quindi inserite in tale contesto le parole del presidente dell’Ucraina Oleksander Turchinov: “La Russia è pronta ad invadere l’Ucraina. Altre unità militari russe si sono concentrate lungo il nostro confine orientale e sono pronte per un’invasione in ogni momento“.

A pochi giorni dal referendum in Crimea sull’annessione alla Russia (16 marzo), l’Ucraina ha risposto con la creazione della Guardia nazionale, una forza di polizia militarizzata che dovrebbe contare su 60mila volontari. Sempre in Crimea si registrano scontri tra le fazioni filo-russe e e quelle pro-ucraine. Uno dei manifestanti è morto accoltellato.

L’occidente da parte sua non cede. Il segretario di Stato degli Stati Uniti, John Kerry, ha dichiarato che, se il referendum in Crimea si terrà, già da lunedì 17 marzo Washington e l’Europa muoveranno “passi seri“. Kerry s’incontrerà oggi, 14 marzo, a Londra col suo omologo russo Sergej Lavrov.

Da Mosca intanto gli uomini di Vladimir Putin (foto by InfoPhoto) fanno sapere che non cederanno. Il ministro dell’economia Alexei Likacev ha dichiarato: “Se per la questione ucraina verranno decise sanzioni internazionali contro la Russia, Mosca agirà in maniera simmetrica“.