Inaugurato lo scorso 15 maggio, il National September 11 Memorial Museum, ha aperto le porte al pubblico il 24 maggio 2014. Al suo interno oltre 10.000 oggetti recuperati da Ground Zero subito dopo gli attacchi alle Torri Gemelle, o donati in seguito dai familiari delle vittime; i resti dei veicoli della polizia e dei vigili del fuoco usati durante i primi soccorsi; detriti degli aerei usati per gli attentati; alcune parti della struttura dei due grattacieli; 23.000 fotografie; 1.900 frammenti di racconti e 500 ore di riprese video. Ogni cosa racconta una faccia diversa di quella stessa tragedia che ha sconvolto il mondo riducendo ad un ammasso di polveri e macerie due dei più alti edifici del distretto finanziario di Manhattan, e con essi la vita di migliaia di persone.

Dedicato alle vittime dell’11 settembre, il Museo è stato progettato dagli architetti di Snøhetta immaginando una struttura che emerge dal suolo, articolando i suoi percorsi prevalentemente al di sotto della superficie della piazza, in una sorta di “ponte tra i due mondi”. La struttura vetrata di accesso al Memorial Museum è situata a metà tra le due fontane commemorative, progettate rispettivamente dall’architetto Michael Arad ed il paesaggista Peter Walker. Dietro il vetro del padiglione di ingresso una coppia di pilastri appartenenti alla struttura delle Twin Tower e scampati all’incendio. Quindi la drammatica discesa, fino a 25 metri di profondità. Un percorso lungo il quale si è accompagnati da suoni, rumori, voci, grida, che intendono simbolicamente richiamare la discesa verso l’oscurità, l’incubo del terrorismo, della paura e del dolore. La rampa scavata dai soccorritori alla ricerca delle vittime sepolte dai detriti è ora diventata la via d’accesso al museo: confortevoli scale mobili affiancano quei 36 gradini di cemento e granito che portarono in salvo migliaia di sopravvissuti. Una volta in fondo, ecco la galleria delle vittime: i 2977 ritratti dell’11 settembre e i dei sei caduti nel precedente attentato del ’93, quando un altro gruppo di terroristi i fece esplodere un camion bomba alla base delle Torri.

Immagini crude, suoni agghiaccianti. Le ultime telefonate fatte dalle vittime ai propri cari; la ricostruzione del volo degli aerei dirottati e del loro impatto con le torri. Solo per i filmati più crudi, quello degli impiegati delle torri che si lanciano nel vuoto, è prevista la proiezione in salette separate rispetto al percorso principale del museo, con un’avvertenza all’ingresso.

E oggi il National September 11 Memorial & Museum è finalmente pronto e divenuto cuore pulsante del Memorial Plaza, la piazza che dal 2011 ricorda le 2983 vittime degli attacchi al World Trade Center attraverso due piscine riflettenti progettate sulle orme delle due torri. Qui ogni frammento recuperato narra una storia, come l’antenna radiotelevisiva che interruppe le trasmissioni in tutti gli Stati Uniti alle ore 10.28, ora del collasso della Torre Nord, o le parti di acciaio recuperato dopo il crollo, con le quali sono state forgiate le lettere della citazione virgiliana esposta nella Memorial Hall del museo, “No Day Shall Erase You From The Memory Of Time”, circondata dai 2983 acquerelli in diversi toni di blu che costituiscono l’evocativa opera di Spencer Finch, Trying to Remember the Color of the Sky on That Tuesday Morning.

Un vero e proprio tempio della memoria, attraverso il quale si intende ricordare le vittime e onorare gli eroi, ma anche preservare la storia ed educare le generazioni future attraverso esempi di coraggio, forza e compassione.

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