La Camera dei deputati il 29 luglio 2004 ha approvato a larghissima maggioranza il disegno di legge (legge Martino) che portò al 2005 la fine del servizio militare obbligatorio per tutti i cittadini maschi maggiorenni.

Da quella data chi presterà servizio nelle forze armate lo farà soltanto se ne farà espressamente richiesta. Dopo 145 anni quindi finisce la tradizione della leva obbligatoria in Italia.

La coscrizione obbligatoria di una classe, o naja, indica, in Italia, il servizio militare obbligatorio che è durato dal 1861 al 2005, per 144 anni, è stato istituito nello stato unitario italiano con la nascita del Regno d’Italia e confermato con la nascita della Repubblica italiana.

Nel corso degli anni, grazie alla legge 15 dicembre 1972 n. 772, per la prima volta veniva disciplinata l’obiezione di coscienza nonché l’istituzione del servizio civile, obbligatorio, alternativo e sostitutivo a quello militare per chi, risultato idoneo alla visita di leva, non volesse prestare servizio armato.

L’abolizione completa è stata realizzata per iniziativa dell’ex ministro della difesa Antonio Martino. Oggi è stato approvato un provvedimento epocale, commentò il ministro Martino, che motivò così la scelta: “avvantaggia i giovani, che vedevano ritardato il loro ingresso nel mondo del lavoro a causa degli obblighi della leva, ma anche le forze armate, che non possono permettersi di mandare in delicate missioni all’estero persone costrette a mettersi la divisa e che non hanno una preparazione adeguata”.

L’esonero al servizio militare era previsto per alcune situazioni familiari come: figlio o fratello di militare deceduto in guerra; fratello di militare deceduto durante la prestazione del servizio; orfano di entrambi i genitori (primogenito); vedovo o celibe con prole; arruolati con prole; unico fratello convivente di disabile non autosufficiente; primo figlio maschio di genitore invalido per servizio o caduto in servizio; terzo (o successivo) figlio maschio se (almeno) due fratelli avevano già assolto completamente il servizio di leva; responsabile diretto della conduzione di impresa familiare. Inoltre secondo il decreto legislativo 30 dicembre 1997 n. 504, era stabilito che “qualora si prevedano eccedenze rispetto alle esigenze di incorporazione” potevano essere dispensati i cittadini che versassero in difficoltà economiche. Anche gli studenti delle scuole superiori e gli universitari potevano domandare il rinvio del servizio ma non della visita.

L’arruolamento diveniva così non più coatto, ma su base esclusivamente volontaria e a carattere professionale.

Recentemente gli Alpini, a nove anni di distanza dall’abrogazione del servizio militare in Italia, hanno proposto il ripristino del servizio di leva e, secondo il presidente dell’Ana (Associazione nazionale alpini), Sebastiano Favero, il premier Matteo Renzi sarebbe entusiasta della proposta.