Durante la 66esima sessione dell’assemblea generale delle Nazioni Unite, il 2014 è stato formalmente dichiarato “International Year of Family Farming” ovvero “Anno internazionale dell’agricoltura familiare” (IYFF) allo scopo di porre in risalto l’enorme potenziale dell’agricoltura a livello familiare nella lotta alla fame e alla povertà, nel rafforzare la sicurezza alimentare e la nutrizione, nel migliorare i mezzi di sussistenza, nella gestione delle risorse naturali, nella protezione dell’ambiente e nel raggiungere uno sviluppo sostenibile, in particolare nelle zone rurali. La sua celebrazione mira dunque a diventare uno strumento di promozione attiva per lo sviluppo sostenibile dei sistemi agricoli basati sulla comunità contadina, delle politiche della famiglia, delle cooperative indigene e della pesca.

Durante l’anno ci si occuperà quindi di promuovere il dibattito e la cooperazione a livello nazionale, regionale e globale al fine di identificare le sfide affrontate dagli agricoltori e sostenere efficacemente sia loro che le loro famiglie, riposizionando l’agricoltura familiare al centro delle politiche agricole, ambientali e sociali delle agende nazionali.

Alla cerimonia per il lancio dell’Anno Internazionale dell’Agricoltura Familiare, tenutasi  il 22 novembre presso la sede delle Nazioni Unite a New York, hanno partecipato responsabili delle Nazioni Unite, ambasciatori presso l’ONU, nonché ministri e rappresentanti della società civile, in veste di ambasciatori speciali per l’Anno Internazionale. La FAO è stata inoltre invitata a facilitarne la realizzazione, in collaborazione con i governi, le agenzie di sviluppo internazionale, le organizzazioni di agricoltori ed altre organizzazioni attinenti al sistema delle Nazioni Unite; così come le organizzazioni non governative.

Con la decisione di celebrare quest’anno abbiamo voluto riconoscere il ruolo centrale dell’ agricoltura familiare nel fare fronte alla doppia emergenza che il mondo si trova oggi ad affrontare: migliorare la sicurezza alimentare e preservare le risorse naturali, in linea con gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, il dibattito sull’agenda post-2015 e la Sfida Fame Zero” ha affermato  José Graziano da Silva, Direttore Generale della FAO, ente incaricato di guidare i lavori dell’ONU per l’Anno Internazionale. “L’ agricoltura familiare é ciò che più si avvicina al paradigma della produzione alimentare sostenibile – prosegue Graziano da Silva – Gli agricoltori familiari si occupano generalmente di attività agricole non specializzate e diversificate che conferiscono loro un ruolo centrale per la sostenibilità ambientale e la conservazione della biodiversità. Dobbiamo rimettere l’agricoltura familiare al centro dei programmi di sviluppo nazionali e regionali. I governi hanno infatti un ruolo chiave nel favorire l’agricoltura familiare, perché questa raggiunga il suo pieno potenziale. Ciò significa offrire assistenza tecnica e politiche in supporto della produttività delle aziende agricole a conduzione familiare; mettere alla loro portata di mano tecnologie appropriate; migliorare il loro accesso alla terra, alle risorse idriche, al credito e ai mercati; creando un ambiente favorevole per ulteriori investimenti” ha concluso il Direttore Generale della FAO.

Il modo più efficace per sconfiggere la carestia e la malnutrizione è la produzione di cibo vicino al consumatore, opera esclusiva dell’agricoltura a livello famigliare, non dei grandi investitori itineranti“, ha inoltre aggiunto Jose Antonio Osama (FRM), coordinatore del programma AIAF- 2014 società civile. Per valorizzare il lavoro di milioni di famiglie di agricoltori in tutto il mondo è quindi necessario che i paesi assicurino l’accesso alla terra, all’acqua, al mare e ad altre risorse naturali, riconoscendo “il diritto dei popoli a produrre il proprio cibo.”

Sia nel mondo sviluppato che nei paesi in via di sviluppo, oltre 500 milioni di aziende agricole a conduzione familiare (definite come aziende che si basano principalmente sui membri familiari per lavoro e gestione) producono cibo per sfamare miliardi di esseri umani. In molti paesi in via di sviluppo, quelle a conduzione familiare rappresentano in media l’80 per cento del totale delle aziende agricole, eppure i membri di quelle stesse famiglie divengono vittime dell’ insicurezza alimentare a causa di un accesso limitato a risorse naturali, politiche e tecnologiche.  I dati odierni dimostrano però che gli agricoltori familiari poveri possono rapidamente raggiungere il loro potenziale produttivo se sostenuti da un contesto politico appropriato.

Le iniziative che si concentreranno in quest’anno saranno dunque focalizzate sulla ricerca di risposte concrete ai problemi e alle aspettative delle comunità rurali, ovunque esse si trovino, in modo da poter rivolgere ai governi un piano d’azione ben preciso e funzionale al rigoglio e alla tutela dell’agricoltura familiare sostenibile.