L’operazione della rete mondiale di hacker riuniti sotto la sigla di Anonymous era nata all’indomani della strage di Charlie Hebdo. In un video apparso su YouTube all’inizio di gennaio gli Anonymous si erano detti “Disgustati e shockati” per quanto avvenuto, ma avevano affermato di potersi piegare: È nostra responsabilità reagire“. Per questo avevano lanciato l’#OpIsis. In un primo tempo hanno iniziato a tracciare il web per scovare gli appartenenti alla galassia dell’integralismo islamico in rete.

E ora gli Anonymous iniziano a colpire cancellando o sospendendo migliaia di account Twitter e centinaia di profili Facebook, mentre decine di indirizzi della propaganda jihadista sono stati svelati e ora sono pronti per essere attaccati. In questa fase l’operazione ha un obiettivo ben preciso, rappresentato dai reclutatori, ovvero da tutti quelli che utilizzano i social network per attirare simpatizzanti dell’Isis e spingerli alla guerra santa.

In un nuovo video apparso su YouTube Anonymous si presenta come un gruppo composto da “persone di ogni razza, credo e religione, poveri e ricchi, studenti e lavoratori, hacker, cracker, spie e agenti governativi. Siamo uniti nella sforzo di togliere il terreno sotto ai piedi degli agenti della propaganda jihadista“. E ancora “Siamo musulmani, cristiani, ebrei…. i terroristi che si definiscono Stato islamico non sono musulmani“. Il video contiene poi un messaggio diretto ai jihadisti che sembra uscito da Cobra, un film d’azione degli anni Ottanta con Sylvester Stallone: “Sarete trattati come un virus, e noi siamo la cura“.

L’operazione di Anonymous ha anche svelato gli indirizzi di alcune VPN, ovvero di reti virtuali private che consentono una comunicazione sicura da intrusioni esterne e utilizzato in genere da chi non vuole farsi sorvegliare. Queste reti sarebbero state violate dagli hacker e avrebbero permesso di raccogliere molte delle informazioni rivelate da Anonymous in questi giorni – mentre altre informazioni arriverebbero da un lungo lavoro di intelligence. Ovviamente il lavoro è solo all’inizio.