Cresce anno dopo anno il numero dei malati di disturbi alimentari. Anoressia, bulimia, alimentazione incontrollata sono solo alcune delle malattie più conosciute che colpiscono giovani dai 15 ai 19 anni, anche se purtroppo oggi l’età è scesa e ci si ammala anche a 8-12 anni, un vero allarme sociale. L’Organizzazione Mondiale della Sanità informa che tra gli adolescenti le patologie di tipo anoressico e bulimico rappresentano la seconda causa di morte dopo gli incidenti stradali. Da quanto emerge dal convegno nazionale svolto a Bologna dalla Società italiana di medicina dell’adolescenza (SIMA) si evince che il dato è ancor più allarmante se si pensa che i genitori mostrano sempre minore attenzione per gli insani comportamenti alimentari dei propri figli.

”Non sono malattie estetiche, ma dell’identità – dichiara la Dottoressa Dalla Ragione a RaiNewsattraverso il controllo eccessivo del corpo l’adolescente tiene sotto controllo il contenuto emotivo. Controllo che diventa alla fine una trappola. E’ un disturbo autoreferenziale, tutto interno. E’ la spia della tossicità delle relazioni, degli stimoli, di certi affetti, delle tensioni esteriori. I problemi dei giovani vengono riversati sul cibo, l’alimentazione diventa così la soluzione per un disagio”.

I segnali che possono allarmare sono:
- Preoccupazione per il cibo
- Pesarsi più volte al giorno
- Sentimenti di colpa rispetto l’alimentazione
- Eccessiva attenzione all’esteriorità
- Cambiamento del carattere, dell’umore
- Irritabilità

Fondamentale è la diagnosi precoce per poter intervenire in tempo sulla malattia.
Al Sole24Ore Piernicola Garofalo, presidente Sima dichiara: “Abbiamo deciso di pubblicare una monografia sui disturbi del comportamento alimentare perché sotto gli occhi di tutti sono presenti alcuni dati epidemiologici di incidenza, prevalenza, co-morbilità, mortalità, pur se carenti per mancanza di omogeneità. Chi vive a contatto con i ragazzi e le famiglie ha la netta percezione che si tratti di un complesso ambito che merita attenzione, conoscenza e interventi precoci adeguati: vi è, infatti, una sottostima del fenomeno clinico, relativo soprattutto al mancato riconoscimento di quei disturbi minori che costituiscono spesso la porta di ingresso, non riconosciuta, verso comportamenti patologici strutturati”.

Da anni chiedo al Ministero della Salute che ci sia un programma di sensibilizzazione riconosciuto a livello nazionale che entri nelle scuole, che parli ai giovani, affinchè l’informazione arrivi chiara e diretta su un fenomeno che si sta spandendo a macchia d’olio. Perchè i disturbi alimentari non si possono più sottovalutare, soprattutto con i dati alla mano. Sono la seconda causa di morte per gli adolescenti dopo gli incidenti stradali. Se vogliamo bene ai nostri ragazzi dobbiamo aiutarli e sostenerli oggi che la società sempre più chiusa e sempre più egoista.

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