È una notizia disastrosa quella che arriva dall’Antartide, dove gli scienziati hanno registrato il distacco di un enorme iceberg della grandezza di quasi 6mila chilometri quadrati (ovvero un’area dall’estensione maggiore di quella della Liguria).

La colossale massa di ghiaccio, tra le dieci più grandi di tutti i tempi, si è staccato dalla costa orientale della Penisola Antartica, ovvero la parte più a nord dell’intero del continente: l’evento era atteso da settimane e oggi è stato annunciato dai ricercatori del progetto MIDAS, mentre si attendono conferme dalle rilevazioni effettuate tramite satelliti dall’Agenzia Spaziale Europea.

Si stima che il peso dell’iceberg sia di oltre un miliardo di tonnellate, con uno spessore tra i 200 e i 600 metri. Ora il frammento di ghiaccio galleggia nel Mare di Weddell.

Il progetto Midas da tempo monitora lo stato di avanzamento della frattura di quasi 200 chilometri lungo la piattaforma Larsen C, la quarta più grande dell’Antartide con i suoi 50mila chilometri quadrati, che così ha perso circa il 12% della sua estensione.

Un evento, questo, che ha modificato per sempre il profilo dell’intera penisola. Al momento non sembra che lo scioglimento dell’iceberg debba causare effetti immediati sull’innalzamento del livello delle acque, dato che stava già galleggiando, ma si teme che la piattaforma Larsen C possa disintegrarsi a seguito della frattura, come avvenuto già alla Larsen B nel 2002, 7 anni dopo un evento analogo.

Non è ancora possibile dire con sicurezza se la causa del distaccamento della massa di ghiaccio e la formazione dell’iceberg siano stati causati dal riscaldamento globale, perché si tratta di un fenomeno usuale in Antartide, per quanto non con queste dimensioni.